Ndour: "Non mi pento del no alla Juve. Vanoli mi ha dato fiducia, Grosso ha idee propositive"
"Il gol allo Stadium tra le emozioni più grandi della mia carriera"
Nel corso di un'intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, Cher Ndour ha ripercorso le tappe della sua crescita calcistica, parlando del suo ruolo, della stagione appena conclusa e degli obiettivi con la Fiorentina.
Non tutti sanno che Ndour, da bambino, non nasce come centrocampista.
"All'inizio ero attaccante, poi al Brescia Giovanni Valenti, che aveva allenato anche Balotelli, mi spostò in mezzo al campo."
Un cambiamento che ha segnato la sua carriera, pur senza fargli perdere il vizio del gol. Le sette reti realizzate nella stagione 2025-26 ne sono la dimostrazione.
"Durante le sfide di fine allenamento tutti mi dicevano che avevo una bella sassata. Mister Vanoli mi ha dato fiducia e mi ha spinto a calciare di più. Adesso voglio diventare ancora più decisivo, fare assist e rischiare maggiormente la giocata."
Da piccolo il suo modello era Cristiano Ronaldo, soprattutto per la mentalità vincente. Nel suo ruolo, invece, il punto di riferimento è sempre stato Paul Pogba.
"Cristiano Ronaldo per la mentalità, ma da centrocampista ho sempre amato Pogba. Un giocatore fantastico."
A soli 13 anni arrivò anche la possibilità di trasferirsi alla Juventus, ma Ndour decise di restare all'Atalanta, scelta che ancora oggi rivendica con convinzione.
"Non mi pento mai delle decisioni che prendo. In quel momento era giusto restare all'Atalanta, dove ero entrato nel vivaio a dieci anni. Ero troppo piccolo per andare in convitto."
Il destino, poi, gli ha regalato diverse rivincite contro i bianconeri.
"Li ho battuti ai rigori nella semifinale di Youth League con il Benfica e quest'anno ho segnato allo Stadium. È una delle gioie più grandi della mia carriera, insieme al gol contro l'Inter, forse con un pizzico di emozione in più per la storica rivalità tra le tifoserie."
Prima dell'approdo a Firenze, Ndour ha accumulato esperienze tra Benfica, Braga e Besiktas, un percorso che considera fondamentale per la sua crescita.
"Cinque anni e mezzo all'estero mi hanno fatto crescere come persona e maturare. Parlo quattro lingue e ho giocato in quattro campionati diversi."
La Fiorentina lo ha convinto per struttura e progettualità.
"È un grande club, con un centro sportivo di altissimo livello e una società che punta sui giovani."
In un'estate caratterizzata da tanti cambiamenti, Ndour è considerato uno dei pilastri del nuovo progetto viola.
"Mi rende orgoglioso. Ringrazio Paratici per la fiducia, è la conferma che Firenze è la scelta giusta."
Nonostante l'ottima stagione sul piano personale, il centrocampista è severo con sé stesso.
"Non mi darei più di 6 o 6,5, perché la squadra viene prima di tutto e non abbiamo fatto bene."
Ndour ricorda anche i momenti più complicati della passata stagione, quando la Fiorentina si è trovata nelle zone basse della classifica.
"Non ho mai pensato che non ce l'avremmo fatta, ma la situazione era davvero drammatica. Eravamo una squadra forte ma ultimi. Il cambio di modulo ha rappresentato la svolta."
Quanto alla posizione in campo, Ndour non ha dubbi.
"Mi sento una mezzala nel 4-3-3. Giocare a destra o a sinistra per me è indifferente."
Infine, le prime impressioni sul nuovo allenatore Fabio Grosso.
"Non abbiamo ancora avuto modo di parlare in privato, ma è un tecnico giovane, con idee molto propositive. Dobbiamo seguirlo e fare bene. Siamo una squadra giovane e vogliamo costruire qualcosa di importante nel lungo periodo."
La stagione appena conclusa ha segnato il definitivo salto di qualità di Cher Ndour. Ora il centrocampista viola vuole confermarsi, aumentando il proprio peso offensivo e diventando uno dei leader tecnici della Fiorentina del futuro.