Nazione svela: “4-3-3 o 4-2-3-1, con l’arrivo di Oulai cambia il centrocampo della Fiorentina”
L'idea di Grosso potrebbe essere una mediana a geometrie variabili
Una mediana a geometrie variabili, capace di alternare con fluidità la densità muscolare in fase di non possesso e la raffinatezza tecnica in fase di costruzione. Questo ha in mente Fabio Grosso dopo l'arrivo di Christ Inao Oulai. Il gioiello ivoriano classe 2006, prelevato dal Trabzonspor, è un rinforzo cruciale per la nuova Fiorentina. Il suo inserimento non implica affatto il sacrificio di Nicolò Fagioli, ma apre piuttosto le porte a un'interessante e moderna convivenza tecnica. Oulai incarna l'identikit del centrocampista moderno di rottura e progressione. Dotato di un baricentro basso e di una spiccata accelerazione sul breve, l'ivoriano eccelle nella conduzione sotto pressione. La sua dote principale risiede nella capacità di ripulire i cosiddetti 'palloni sporchi' e superare la prima linea di pressing avversario attraverso un primo controllo orientato di altissimo livello. Questa dote, unita a una straripante forza fisica nei contrasti ravvicinati, lo rende l'elemento ideale per garantire transizioni positive fluide e immediate.
Nello scacchiere flessibile di Grosso, l'arrivo dell'ex Trabzonspor offre soluzioni strategiche diverse a seconda del modulo adottato. Nel 4-3-3 (vertice basso e mezzala): Oulai può agire da perno centrale davanti alla difesa o come mezzala di contenimento. Questa collocazione libera Fagioli da compiti di copertura asfissianti. L'italiano, partendo da centro-sinistra, ha la libertà di alzare il proprio raggio d'azione per occupare i canali di mezzo, concentrandosi sulla rifinitura negli ultimi trenta metri e sull'imbucata per le punte. Nel 4-2-3-1 (doppio pivot simmetrico): schierati fianco a fianco, i due centrocampisti si completano. Oulai garantisce chilometri, raddoppi di marcatura e schermo protettivo alla retroguardia (supportato da Arthur Atta). Fagioli assume la regia totale, abbassandosi per ricevere palla dai difensori centrali e dettando i tempi della manovra con la sua pulizia di palleggio. Una suggestione possibile potrebbe essere il 4-1-3-2. Ma qui si cambierebbe totalmente filosofia di gioco (e scelte di mercato).
La capacità di entrambi i giocatori di resistere alla pressione e scambiarsi rapidamente le posizioni impedisce ai centrocampisti avversari di avere punti di riferimento. Grosso potrebbe avere così una risorsa formidabile per creare superiorità numerica, trasformando un potenziale dualismo in una spinta decisiva per la qualità e la geometria del palleggio della nuova Viola. Lo scrive La Nazione.