Nazione sicura: "Contestazione di ieri solo un 'antipasto'. La vera resa dei conti contro l'Atalanta"
Nel mirino potrebbero finire non solo i calciatori ma anche la società
Più che una contestazione organizzata, un (primo) duro sfogo. Sotto la pioggia del Franchi - e davanti a poco meno di 19mila spettatori, visto che il maltempo ha tenuto lontani molti tifosi - la Fiorentina ha chiuso nel peggiore dei modi una stagione mai così modesta, salvata solo da una salvezza conquistata senza gloria. E gli ultimi minuti del pari contro il Genoa hanno fatto esplodere tutta la rabbia del pubblico. Quando nel recupero è apparso chiaro che né la Fiorentina né il Genoa avessero intenzione di affondare il colpo, dalla Curva Ferrovia è partito il primo coro ironico: «E il biscotto perché no…» (la mente di qualcuno sarà di certo volata all'ultima giornata del campionato 2018/2019).
Ma il sarcasmo è durato poco: in pochi istanti sono arrivati i fischi e gli slogan più pesanti: «Fate ridere» e «Andate a lavorare» quelli inizialmente più soft, seguiti da «Siete omini di m…» e da «Via la m... da Firenze», il coro più ripetuto subito dopo il triplice fischio. E la squadra? De Gea e compagni non sono riusciti neppure ad avvicinarsi sotto la curva al termine della gara. Rimasti poco oltre la metà campo, si sono limitati ad alcuni timidi applausi verso lo stadio, con Ranieri tra i pochi a provarci davvero. Poi Gosens ha preso il gruppo e lo ha spinto rapidamente verso gli spogliatoi. La sensazione, però, è che quella andata in scena ieri sia stato soltanto un antipasto. La vera resa dei conti arriverà infatti tra due settimane durante la gara con l'Atalanta, quando nel mirino della contestazione potrebbero finire non solo i giocatori ma anche la società. Lo scrive La Nazione.