Nazione rivela: “Il nuovo allenatore della Fiorentina verrà deciso a breve, nei prossimi giorni”
La prossima settimana sarà decisiva per la permanenza o meno di Vanoli. Questione che verrà risolta prima che la dirigenza vada a NY
L'istantanea finale di un campionato da incubo. Paolo Vanoli che abbandona il terreno di gioco da solo. Passo svelto. Sente gli applausi dagli spalti. Si gira su se stesso e ricambia l'applauso a lungo. Un paio di volte. Quel coro della Fiesole («Rispettiamo solo Vanoli») gli rimbomba in testa ormai da una decina di minuti abbondanti. Ci teneva. Sapeva che gli ultras sarebbero stati dalla sua parte. Ma avere il tributo di tutto lo stadio è stato un premio che non si aspettava. In sala stampa è arrivato rilassato. Sorridente. Ha centrato il suo obiettivo: 38 punti alla guida della Fiorentina. Più che abbastanza per centrare una salvezza che ormai è certa da diverse settimane. Risponde a tutte le domande. Lo ha sempre fatto senza sottrarsi. Davanti alle telecamere si emoziona. Ma sa bene che in quel momento il suo lavoro è finito. Almeno per ora. Non può fare altro per convincere la Fiorentina a tenerlo anche la prossima stagione. Ha dato tutto, se basterà lo vedremo a breve. Perché quella che inizierà domani sarà la settimana decisiva.
Un incontro con i dirigenti della Fiorentina lo ha già avuto. Organizzativo. Lo ha ripetuto già diverse volte. Come a specificare che non era indicativo per capire qualcosa in più su quel che sarà. Ma il summit decisivo è dietro l'angolo. Non passeranno troppi giorni. La Fiorentina la questione tecnico vuole sistemarla in fretta. Anche perché se non si dovesse arrivare all'accordo con Vanoli, al tecnico servirà tempo per trovare una nuova panchina. I dirigenti gigliati sistemeranno la questione prima di volare a New York (nella prima decina di giugno), tenendo anche di conto della scadenza dell'opzione del 30 maggio per prolungare il contratto del tecnico.
«Che poi magari sarò io a dire di no...». Una battuta lasciata lì, a mezz'aria. Tutti al Viola Park sanno che farebbe carte false per allenare una Fiorentina dalle ambizioni europee. Vere, non di cartapesta come quelle di quest'anno. Ma tutto sommato l'orgoglio del professionista è venuto fuori. Sa di aver fatto al meglio il proprio lavoro. Gli è mancata un po' di fluidità nel gioco. Vero, lo sa anche lui. Ma come ha detto Gosens, quando ti servono punti per non retrocedere pensare al bel gioco non è semplice. La scommessa di Vanoli sarebbe proprio questa. Dimostrare alla gente di Firenze - quegli stessi tifosi che lo hanno applaudito a lungo venerdì sera - di esser capace di vincere le partite anche giocando bene. Lo riporta La Nazione.