Nazione: “Restyling Franchi? Via ai lavori fino alle 22. Per i gradoni doppi turni, rebus sui fondi per l’hospitality”
I lavori al Franchi mettono il turbo
I lavori al Franchi mettono il turbo. O almeno ci provano. La sindaca Sara Funaro lo aveva annunciato nelle scorse settimane: un punto chiave dell'accelerazione dei lavori nel cantierone sarebbe stato il lavoro serale. Così Palazzo Vecchio punta a ritagliare almeno quattro ore in più di cantiere ogni giorno dopo le 18 e due prima delle 8 del mattino. E lo fa con il via libera che la Direzione Ambiente ha rilasciato pochi giorni fa con un'autorizzazione in deroga ai limiti acustici richiesta dall'impresa Nuovo Stadio Franchi Srl. La sintesi del via libera: fino almeno al 30 novembre sarà possibile lavorare dalle 6 del mattino fino alle 22. L'orario si restringerà di due ore, cioè dalle 8 alle 22 il sabato e la domenica. È il segnale che le ditte aspettavano: poter lavorare non-stop, soprattutto nel periodo d'oro, dal 24 maggio in poi quando la Serie A spegnerà i motori.
Le attività riguarderanno operazioni come la posa dei gradoni e delle strutture di copertura. «Le lavorazioni – chiariscono dal Comune – manterranno caratteristiche di rumorosità analoghe a quelle già in essere, senza l'introduzione di nuove sorgenti sonore a maggiore impatto». In poche parole: i residenti non si devono allarmare. La deroga permetterà di attivare doppi turni e svolgere attività che altrimenti non potrebbero essere effettuate in contemporanea.
L'obiettivo è correre veloce. Più di adesso. Anche perché entro fine ottobre il Comitato Esecutivo Uefa deciderà le dieci 'venue' che ospiteranno Euro 2032 fra Turchia e Italia. Prima di quella data l'Italia dovrà farsi avanti con la lista di cinque città che rispondano ai requisiti per accoglienza e fruibilità. Il Comune dovrà consegnare il suo dossiere entro il 31 luglio. Ed essere avanti con i lavori, ora che la Fiorentina ha ufficializzato la volontà di coprire i costi del secondo lotto, sarà un buon biglietto da visita. Centrare l'obiettivo Euro 2032 non sarebbe da poco. Il motivo? In ballo restano sempre i 30 milioni necessari per arredi, skybox e area hospitality. E parte dei 10 milioni di risorse ministeriali rese disponibili dal fondo equity che verrà configurato nelle prossime settimane, farebbero gola. Come a Palazzo Vecchio potrebbe far comodo la sponda offerta dalla Regione, almeno in passato, con l'apertura del governatore Eugenio Giani.
Proprio lui ieri ha commentato positivamente gli sviluppi delle interlocuzioni fra il club e Palazzo Vecchio. «Sono contento – commenta Giani – ed è una bella notizia che fra Comune e Fiorentina, attraverso una manifestazione d'interesse, si sia impostato un rapporto serio che vedrà la Fiorentina contribuire allo stadio». Ma su un possibile intervento della Regione resta prudente.
«Ci sono due presupposti per un potenziale intervento della Regione: il primo – aggiunge – è che la città sia candidata ad Euro 2032: si tratterebbe così dell'unico stadio toscano. E il secondo – conclude – è che la Regione venga coinvolta». Fino al momento infatti, nonostante la disponibilità dimostrata dal governatore, Palazzo Vecchio non ha avviato interlocuzioni su questo fronte, se non con la Fiorentina e il governo. Dei 110 milioni necessari per il secondo lotto, se la Fiorentina dovesse metterne sul piatto 55, gli altri 55 milioni resterebbero quelli già virtualmente in tasca dal Comune. Lo ha precisato ieri la sindaca Sara Funaro: «Il resto delle risorse – ha detto – sono quelle che abbiamo recuperato con i fondi Pui». Della serie: i fondi ci sono. Tutto quello che riguarderà gli arredi potrà o essere oggetto dell'accordo con la Fiorentina o visto in un secondo momento. Lo scrive La Nazione.