Nazione: “La Fiorentina traccia la rotta: mentalità vincente e protratta nel tempo. Netto cambio di marcia”

È stato rilanciato un progetto a lungo termine, la parola d'ordine è ambizione

19 giugno 2026 09:40
Nazione: “La Fiorentina traccia la rotta: mentalità vincente e protratta nel tempo. Netto cambio di marcia” -
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Aria di rifondazione e forti tinte d'ambizione e competitività, traendo insegnamento dal recente passato, monito dal quale ripartire. Aria ieri respirata al Media Center del Rocco B. Commisso Viola Park. Dopo una stagione che definire complessa è riduttivo, la Fiorentina traccia la rotta del proprio futuro attraverso la voce dei suoi massimi dirigenti, dopo il viaggio negli Stati Uniti e i colloqui con il presidente Giuseppe Commisso e la signora Catherine. ll direttore generale Alessandro Ferrari e il direttore sportivo Fabio Paratici, in una conferenza stampa fiume, hanno voluto blindare alcuni concetti e soprattutto, smentire categoricamente le voci di cessione del club, rilanciando un progetto a lungo termine.

Il filo conduttore è stato intrecciato a trama doppia sulla costruzione di una mentalità vincente, solida e proiettata nel tempo. «Vogliamo una Fiorentina competitiva e duratura», ha scandito con fermezza Paratici, delineando i cardini del mercato - nessun nome - e della nuova gestione tecnica affidata a Fabio Grosso («Unico candidato, adatto come profilo»). Prima però un saluto e un ringraziamento a Paolo Vanoli «Ha fatto un grandissimo lavoro. Credo che in questi ultimi cinque mesi abbiamo fatto un bel lavoro per supportarlo. Poi bisogna prendere delle decisoni».

Un concetto , quello della continuità ribadito più volte e sostenuto dalla presidenza Commisso per spingere l'ambiente oltre le passate incertezze. «Per mentalità non accetto l'ottavo posto per quattro anni di fila. Bisogna rischiare per crescere, siamo qui al lavoro per far sognare i nostri tifosi, ma ci vuole pazienza», ha aggiunto Paratici, evidenziando il desiderio di un netto cambio di marcia, sapendo che bisogna agire per gradi. Guai però a parlare di budget: «Non è dato solo dal mercato, ma da un insieme di fattori: entrate, uscite, lo stadio e il commerciale...». La parola d'ordine è dunque ambizione, ma strettamente connessa alla sostenibilità e alla concretezza economica, strizzando l'occhio alla competitività.

A fare eco alle dichiarazioni sportive di Paratici è stato Ferrari. «Siamo tornati dagli Usa carichi di responsabilità e di emotività», ha spiegato. «L'annata che si è appena conclusa – ha detto Paratici – ci ha insegnato che bisogna analizzare ogni dettaglio con la massima attenzione, che a volte occorre limitarsi nel sognare restando estremamente concreti». Ferrari ha poi colto l'occasione per chiarire l'assetto societario: «I Commisso rappresentano il presente e il futuro di questa società. La Fiorentina non è in vendita». Il dg ha anche espresso ottimismo per una ricucitura dei rapporti istituzionali e storici legati al club: «Antognoni e il centenario? Spero vivamente che la situazione si risolva al più presto».

Il mercato resta inevitabilmente lo snodo cruciale per tradurre le parole in fatti sul rettangolo verde. Paratici ha preso di petto le questioni più calde, a partire dal futuro del bomber Moise Kean: «E' un patrimonio anche del calcio italiano, vogliamo fortemente che resti a Firenze», lasciando però uno spiraglio aperto legato alle dinamiche estive: «Il destino non dipende solo da noi, ma la nostra intenzione è chiarissima».

Grande fiducia anche su Ndour («È al centro del progetto), e difeso Comuzzo («Dobbiamo avere cura di lui), all'interno dei nuovi piani strategici. Firenze ha ascoltato, la dirigenza ha parlato: la nuova era della Fiorentina si apre sotto il segno del coraggio e di una stabilità duratura. Le intenzioni, poi, vanno tradotto in risultati concreti e come dicono negli Stati Uniti, terreno fertile della società ‘Ball don't lie', la palla non mente. E il campo parla. Lo scrive La Nazione.