Nazione: “La Fiorentina nel 2026 ha fatto 33 punti. Scelta di Pioli? Ha rischiato di compromettere il Cententenario”
La situazione della Fiorentina è migliorata ulteriormente dall'arrivo di Paratici
C'è un'immagine che nel corso dei mesi ha accompagnato la stagione della Fiorentina a livello social. E' la classifica della 15esima giornata ritagliata soltanto nella zona retrocessione. Uno ‘screenshot' rimbalzato da un profilo all'altro: immagine allora del terrore più puro e poi divenuta simbolo della risalita. La Fiorentina è ultima: 6 punti. Più su Pisa a 10, Verona a 12. E a 14 il gruppetto formato da Parma, Genoa e Cagliari che rappresenta la linea salvezza, lontana all'epoca otto lunghezze. E' l'istantanea del 14 dicembre, con la Fiorentina che ha appena perso 2-1 in casa contro il Verona.
Giusto partire da qui, ricordarsi chi eravamo e chi siamo diventati. Certo, nel corso dei mesi la Fiorentina non si è trasformata in una schiacciasassi - sarebbe stato complicato - ma in una squadra in linea con il suo recente passato. Sì, perché a campionato finalmente concluso si può anche guardarsi indietro con un certo sollievo. Il club viola ha sbagliato i primi quattro mesi della stagione.
La scelta di Pioli non ha dato i frutti sperati e anzi ha rischiato di compromettere l'anno del Centenario. L'arrivo di Vanoli prima e Paratici poi ha rimesso in bolla la situazione. Sia nell'anno solare (dunque dalla prima gara del 2026) che nel girone di ritorno i gigliati si piazzano all'ottavo posto. Meglio di squadre come Bologna e Lazio, peggio soltanto di chi è andato in Europa. Trentatre i punti da inizio anno, ventinove quelli del girone di ritorno. Insomma, un ritmo (o quasi) da zona europea.
La situazione migliora ulteriormente dal 7 febbraio in poi. Data non casuale con l'arrivo a Firenze di Fabio Paratici. Da lì in avanti i viola hanno totalizzato 25 punti, quinti in assoluto davanti a Juventus, Atalanta e Milan, letteralmente crollato nel finale. Segno che il club nella sua totalità ha ricominciato a marciare nel verso giusto. Un lavoro collettivo - tecnico e societario - che ha evitato il peggio e ha rimesso in carreggiata la Fiorentina. Lo scrive La Nazione.