Nazione evidenzia: “Fiorentina game over, finalmente è finita. Giù il sipario sotto i fischi”

Nei minuti finale la curva Fiesole ha acceso la contestazione

23 maggio 2026 09:54
Nazione evidenzia: “Fiorentina game over, finalmente è finita. Giù il sipario sotto i fischi” -
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Giù il sipario sotto i fischi. Fischi e cori. Fischi e striscioni, perché la stagione andata in archivio ieri sera è stata un film dell'orrore che ha avuto Firenze come set. E la Fiorentina (tutta la Fiorentina) come interprete principale. Così, quando il cronometro ha iniziato scandire e segnare i minuti finali del match con l'Atalanta, la gente, i tifosi, la curva Fiesole hanno acceso il microfono della contestazione. «Meritiamo di più», «andate a lavorare…», «uomini di…»: la stagione incubo non poteva allontanarsi da una sceneggiatura del genere. Tutti bocciati, tutti mandati a quel paese, meno l'allenatore peer il quale la curva ha acceso un coro speciale: «rispettiamo solo Vanoli».

E l'ultimo giorno di scuola della Fiorentina (iniziato nella notte con una serie di striscioni appesi in città) era stato segnato subito da un primo applauso sincero e spontaneo con cui la tribuna del Franchi aveva accolto Vanoli. Messaggio chiaro e facile da tradurre: Firenze il suo grazie all'allenatore che ha strappato la Fiorentina dal baratro delle retrocessione, glielo doveva. Lui, Vanoli, coglie l'attivo e si gode il momento. E risponde all'applauso salutando. Mano alzata e sorriso.

Nelle scelte di Vanoli l'ultima di campionato è un'occasione per consegnare a Christensen la maglia da titolare al posto di De Gea. In campo dal primo minuto anche Rugani (che da domani tornerà ad essere un giocatore della Juventus). L'Atalanta si presenta con uno schema a trazione anteriore con Raspadori, Samardzic e Sulemana riferimenti offensivi accompagnati dagli affondi di Bellanova.

Nel mini-blocchetto degli appunti di una serata dove risultato e gesti tecnici non contano, bisogna metter in fila il maggior pressing dell'Atalanta che cerca di sbloccare il match con due spunti di Raspadori a sfiorare il palo e una conclusione di Musah su cui si stende bene Christensen. La Fiorentina giochicchia e non inventa. Fino al 39' quando su una ripartenza di Brescianini, Piccoli la mette dentro (con la complicità di un intervento da zero in pagella del portiere Sportiello).

La conseguenza? Uno spettacolare coro della Fiesole che sfodera l'ironia unica e pungente dei fiorentini, e mette nel mirino l'allenatore dell'Atalanta. «Palladino, salta la panchina» canta la curva, a sottolineare come il ricordo di quell'ex di sicuro non ha provocato rimpianti. Nella ripresa spiccano un altro paio di interventi lucidi e decisivi di Christensen (prima su Ahanor e poi Zappacosta). Mentre la risposta viola è un colpo di biliardo su punizione di Mandragora: ma Sportiello c'è. E c'è ancora e soprattutto Christensen che si stende con una precisione millimetrica su Sulemana. Fiorentina-Atalanta finisce qui. E qui finisce anche l'incubo di un campionato tutto da dimenticare. Lo riporta La Nazione.