Nazione dura sulla difesa: “Da elemento di forza ad autentico colabrodo. Vanoli senza mezzi termini”
Una notte che fa male alla Fiorentina
Una notte che fa male, senza scusanti. Non usa mezzi termini Paolo Vanoli per commentare la debacle verso cui è andata incontro la Fiorentina all'Olimpico. Quello che fino a ieri era stato l'elemento di forza della sua squadra (la difesa, capace di incassare appena 3 reti nelle ultime sette gare), si è trasformato in un autentico colabrodo (i viola non incassavano 4 gol dal play off di ritorno contro lo Jagiellonia): «Non deve essere una scusa la vittoria della Lazio a Cremona. Noi dopo il primo gol ci siamo del tutto spenti e questo per merito anche di una grande Roma. Dobbiamo però tenere la testa alta e chiudere al più presto il discorso salvezza». Una serata in cui non ha funzionato proprio nulla: «Mi spiace perché nelle ultime gare eravamo riusciti sempre a stare in partita ed è la sera per chiedere scusa ai tifosi». Guardando invece al futuro, Vanoli non ha dubbi: prima la salvezza, tutto il resto dopo: «Di programmazione ne parleremo a salvezza raggiunta, non appena mi incontrerò con la società. Adesso devo concentrarmi sulla prossima partita. La salvezza resta il nostro obiettivo».
E poi ancora : «Non riterrei un'ingiustizia se la società decidesse di non confermarmi: quando sono arrivato qua, la situazione era una catastrofe. Adesso però ci manca un punto, poi faremo a 360° ogni analisi. Certo, lo ripeto, sarei molto felice di proseguire il mio percorso a Firenze». Unica nota lieta della serata, il debutto in Serie A del classe 2006 Braschi (alla seconda presenza tra i professionisti), che ha centrato il palo dopo 2' dal suo ingresso in campo: «Sarei stato più contento se avesse fatto gol… come tanti giovani che si sono allenati con noi, si è meritato di giocare questa partita ma penso che si sia fatta una storia più grande del dovuto su di lui. Stasera ha fatto vedere quali sono le sue qualità». Lo scrive La Nazione.