Nazione: “Commisso ci ha messo la faccia. Adesso saranno i fatti a dover accompagnare le parole”
Quindici minuti di monologo per riprendersi la Fiorentina
Quindici minuti di monologo per riprendersi la Fiorentina. Dopo mesi di silenzio, interrotti solo dai consueti comunicati post-gara filtrati dall'ufficio stampa e da qualche sporadico messaggio social, Giuseppe Commisso ha deciso di metterci nuovamente la faccia. Lo ha fatto con un videomessaggio in inglese diffuso dai canali ufficiali viola, il primo vero intervento del presidente da fine di gennaio, quando era volato a Firenze per partecipare alla messa in suffragio del padre in Duomo. In quell'occasione, da poco nominato presidente, Commisso aveva rivolto alla città un appello carico di responsabilità. Poi il silenzio. Un vuoto comunicativo durato cinque mesi e che ieri è stato colmato da una riflessione a tutto campo sulla stagione appena conclusa e sulle prospettive future del club. Un intervento nel quale il numero uno non ha nascosto la delusione per un'annata ben al di sotto delle aspettative.
«Questa stagione - ha messo alla prova la nostra pazienza ma sappiamo bene che la Fiorentina deve avere standard più alti e ambizioni degne della sua storia», ha ammesso Commisso. Il passaggio più significativo ha riguardato però la riorganizzazione dell'area sportiva. Commisso ha spiegato di aver avvertito la necessità di intervenire nel momento più delicato dell'anno: «Ho creduto che la Fiorentina avesse bisogno di un cambiamento nella sua organizzazione e sono stato il primo a chiedere che alla Fiorentina arrivasse un direttore sportivo di altissimo livello». Da qui il ringraziamento rivolto a Fabio Paratici, figura che il presidente ha indicato come determinante per la ripartenza del club, insieme a Paolo Vanoli, alla squadra (in particolare per l'infortunato Parisi) e allo staff.
Nel videomessaggio non è mancato poi un riferimento al tema stadio, asset strategico per il futuro della società. «Abbiamo confermato l'intenzione di continuare a lavorare con il Comune per il completamento della modernizzazione del Franchi. Il nostro obiettivo è dare ai tifosi una bella casa degna della loro passione» ha assicurato il presidente. Infine, dopo gli elogi al settore giovanile, lo sguardo rivolto al domani, con parole che suonano come una promessa ma anche come un'assunzione di responsabilità.
«La salvezza non può essere l'obiettivo della Fiorentina» ha scandito Commisso, rilanciando i sogni del club: «Voglio che la Fiorentina proceda con ambizione. I grandi club non si costruiscono con le parole, si costruiscono con visione e la responsabilità di onorare la maglia: non penseremo in piccolo». Una conclusione chiusa dall'invito rivolto all'intero ambiente: «Credete nella Fiorentina e nel nostro lavoro». Adesso, però, saranno i fatti a dover accompagnare le parole. Lo scrive La Nazione.