Ci sono, in ogni ambito, personaggi trasversali capaci di unire le folle e di animare le masse, lasciando un segno indelebile della loro arte. Narciso Parigi è senza dubbio uno di questi e come non celebrarlo nel giorno di un traguardo molto importante, ossia quello del compimento dei 90 anni.

Parigi, fiorentino anzi fiorentinissimo, è infatti nato a Campi Bisenzio il 29 novembre 1927 e, a partire dagli anni ’50 e ’60, si è affermato come uno dei massimi esponenti della scuola degli stornellatori toscani oltre che come uno dei massimi interpreti della canzone italiana. La sua fama, crescente nell’Italia del dopoguerra, lo ha portato ad esordire sia in radio che sul piccolo e grande schermo. Una carriera ricca di successi che, all’apice del successo, lo ha costretto anche ad allontanarsi dalla sua amata Firenze per intraprendere un nuovo percorso negli Stati Uniti d’America.

Il capoluogo toscano, tuttavia, è sempre rimasto nel cuore dell’artista fiorentino che non ha mai perso occasione per manifestare tutto il suo affetto verso la città e verso la sua Fiorentina. Un amore incondizionato che si è esplicato in una delle massime espressioni della fiorentinità, ossia la “Canzone Viola“. La canzone, nota anche come “O Fiorentina” o “Inno Viola“, è stata scritta da Enzo Marcacci su una composizione musicale del maestro Marco Vinicio ed inizialmente incisa su vinile al quale lo stesso Parigi ha prestato la voce, prima nel 1959 e successivamente nel 1965, diventando così il grido di battaglia dei tifosi che tutt’ora lo intonano fra le mura amiche dello stadio “Artemio Franchi”.

Strofe, all’epoca stampate su un volantino che i primi tifosi fiorentini riuniti nell’”Ordine del Marzocco” distribuivano fuori dall’impianto di via Bellini, che tutti conoscono a menadito e che, quasi fossero magiche, riescono ad unire una tifoseria spesso divisa sui più svariati temi.

E allora, oggi più che mai, “Garrisca al vento il Labaro Viola!”. Tanti auguri Narciso!

Gianmarco Biagioni

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