Su La Nazione troviamo l’intervista al difensore della Fiorentina, Nikola MilenkovicQueste alcune dichiarazioni: partendo dal testa a testa con Higuain. “Per me il nome dell’avversario non conta. Tutti meritano rispetto e grande applicazione se vuoi fare bene il tuo lavoro“.

Non ha sofferto la panchina perché “Cercavo di assorbire tutto, non mi sono mai perso un dettaglio delle partite che ho visto senza giocare. Solo in questo modo si può crescere“.

Sull‘espulsione? “Il primo giallo secondo me poteva anche non starci, sono arrivato in scivolata e ho colpito prima il pallone. Seconda ammonizione invece giustissima, sono stato ingenuo. Mi servirà, ho imparato“.

Il giudizio su Pioli è buono perché “Sta facendo un buon lavoro, ci insegna ambizione e coerenza nelle scelte di gioco. Il gruppo è nuovo, ma la confidenza è molto alta e sicuramente migliorerà ancora. Cercheremo di riavvicinarci all’Europa“.

Dichiara inoltre che gli piacerebbe diventare come Vidic e di essere contento anche nel il ruolo di laterale destro.

Su Dusan Vlahovic: “A Moena dissi che sarebbe diventato uno dei primi 5 attaccanti più forti al mondo. Dusan ha fisico e grande tecnica. E soprattutto ha la testa giusta per migliorare, sempre e in ogni situazione sa prendere quello che gli serve e lo mette da parte. Viene dal Partizan come me, lì è ammessa solo una cosa: vincere. Confermo che secondo me Vlahovic diventerà un grande giocatore.

Nell’intervista Milenkovic ha rivelato anche avrebbe potuto intraprendere una carriera diversa da quella di calciatore: “Avrei potuto giocare a pallamano, ma andavo forte anche sulle pista di atletica… A 14 anni ero fra i primi sei atleti junior in tutta la Serbia nella corsa sui 60 metri. Ho sempre avuto una grande velocità. Obiettivamente credo che questo sia un bel vantaggio, o comunque una dote che ti viene concessa in dono e devi sfruttare. Ci sto provando con grande concentrazione, cercando di prepararmi sempre al meglio”.

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