Maxi furto a casa di Kean: bottino da 300 mila euro. Nazione: “Per trovare la banda decisive le telecamere”
I ladri sono entrati nell’abitazione da un ingresso sul retro del palazzo
La notizia ha fatto rapidamente il giro del quartiere di Campo di Marte e del mondo viola. L'abitazione di Moise Kean è stata presa di mira dai ladri che sono riusciti a introdursi all'interno della proprietà - pare da un ingresso sul retro del palazzo - approfittando dell'assenza del giocatore viola e della nazionale, in questi giorni in vacanza all'estero con la famiglia. Secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori, il furto non sarebbe stato scoperto subito. L'allarme è stato dato da un ospite di Kean nell'abitazione, quando è stato constatato l'ammanco di numerosi oggetti di valore. Il bottino sarebbe particolarmente consistente: le stime iniziali parlano di una cifra vicina ai 300mila euro, prevalentemente per il furto di orologi di pregio, gioielli e altri beni personali appartenenti al centravanti viola.
Il colpo è stato messo a segno nella zona di Campo di Marte, non troppo distante dallo stadio Artemio Franchi. Gli autori avrebbero scelto con attenzione tempi e modalità d'azione, entrando in casa quando il proprietario non era presente. Proprio l'assenza di Kean alimenta una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti: quella di un'operazione pianificata sulla base di informazioni precise relative agli spostamenti del calciatore. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, affiancati dagli specialisti incaricati dei rilievi tecnici. L'obiettivo ora è individuare qualsiasi elemento utile all'identificazione dei responsabili, dalle eventuali impronte lasciate negli ambienti fino a possibili tracce biologiche. Un ruolo centrale nell'inchiesta sarà svolto anche dalle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona. Le telecamere private e pubbliche potrebbero infatti consentire di ricostruire gli spostamenti dei malviventi prima e dopo il furto.
Lo scorso marzo, restando in casa viola, toccò ad Albert Gudmundsson denunciare un furto di non poco conto. Niente a che vedere con il bottino sottratto a Kean, ma l'islandese si offrì tramite social anche di pagare una ricompensa pur di rientrare in possesso dei suoi effetti personali.
Non di rado questi colpi vengono messi a segno durante trasferte, vacanze o periodi di assenza prolungata, circostanze che riducono sensibilmente il rischio di imbattersi nei proprietari. Nel caso di Kean, gli investigatori stanno cercando di capire se si sia trattato dell'azione di una banda organizzata già responsabile di episodi analoghi oppure di un gruppo che ha agito in maniera autonoma.
Nei prossimi giorni sarà importante anche il contributo dello stesso attaccante della Fiorentina, che una volta rientrato in città potrà fornire agli inquirenti un quadro completo degli oggetti sottratti. Solo allora sarà possibile definire con maggiore precisione l'entità del danno economico. Lo riporta La Nazione.