Mandragora riflette sul futuro. Corriere dello Sport: "Ascolterà il progetto del club e deciderà cosa fare"
Mandragora si è confermato un riferimento
Tutto sommato, nell’anno della salvezza raggiunta al terzultimo turno, Rolando Mandragora si è confermato un riferimento. Il centrocampista ha contribuito in maniera attiva al raggiungimento dello scampato pericolo, segnando 7 gol solo in campionato, l’ultimo dei quali, bellissimo, alla Juventus. L’anno scorso in Serie A ne aveva siglati 4. In pratica il 18% dei gol realizzati dalla Fiorentina è da riconoscere all’ex Torino. Un contributo straordinario alla produzione offensiva. Non a caso il classe 1997 è il terzo miglior marcatore viola in tutte le competizioni.
Quest’anno Mandragora ha totalizzato 8 reti, cioè una sola in meno rispetto alla passata stagione, quando gli veniva attribuito un rendimento superiore alle sue possibilità. Quindi ha dimostrato che non era così. Allo stesso modo ha servito un solo assist in meno del 2024-2025, vale a dire 5. In più vanta l’85% di precisione dei passaggi, il 60% di duelli vinti, 64 palle recuperate, zero espulsioni. Si tratta del quinto centrocampista più prolifico di tutta la Serie A: meglio di lui solo Nico Paz (12), McTominay (10), Calhanoglu (9) e Vlasic (8).
Per quanto neanche Mandragora sia immune a comportamenti rivedibili, sempre da associare alle questioni di campo, di lui si apprezzano professionalità e senso di appartenenza. Caratteristiche che si manifestano negli slanci di affetto nei confronti dei compagni di squadra, come la dedica all’infortunato Fabiano Parisi dopo il gol inferto alla Juventus domenica pomeriggio. Così come negli omaggi alla famiglia Barone quando scomparve il compianto direttore generale. O più in generale nell’impegno che mette in ogni allenamento al Viola Park.
Abnegazione che a volte porta a gesti tecnici come quello di Torino. Chi di gol spettacolari s’intende è Mauro Bressan: «Mandragora ha fatto un capolavoro con la Juventus - ci dice l’ex centrocampista - Tra l’altro è nelle sue corde, considerata la qualità». Il giudizio sulla sua stagione è positivo: «Inizialmente aveva avuto qualche atteggiamento discutibile, tipo a Reggio Emilia al momento del rigore, ma alla fine si è confermato una delle colonne portanti del centrocampo. Per me i viola devono ripartire da lui e Fagioli - chiosa Bressan - Poi tutti gli altri».
Nelle prossime settimane la Fiorentina dovrà prendere una decisione su Mandragora, la cui permanenza era stata in dubbio lo scorso anno, quando arrivò un’offerta del Real Betis rifiutata dai dirigenti viola perché considerata bassa. Il giocatore, che a Firenze sta più che bene e sul contratto ha un’opzione di rinnovo per il 2029, ascolterà il club e deciderà cosa fare in base a prospettive, ambizioni e possibilità. Più in generale, progetto. Per adesso le parti contano su un accordo rinnovato a settembre, e valido ancora fino al giugno del 2028. Il resto si vedrà, sulla base delle esigenze reciproche. Lo riporta il Corriere dello Sport.