Maglietta Centenario? Nazione: “Niente 1926-2026, la Lega boccia il logo”
Lunedì sera la Fiorentina scenderà in campo
Il conto alla rovescia si è fermato proprio sulla soglia del campionato. A Roma, lunedì sera, la Fiorentina scenderà in campo con la nuova maglia Joma ma senza quel «1926-2026» che sul petto avrebbe dovuto scandire il viaggio verso il centenario. Il logo celebrativo resterà fuori dalla divisa della prima squadra anche per il debutto in Serie A, così come era già accaduto in Coppa Italia contro il Benevento. Non una scelta estetica, né un passo indietro rispetto alle celebrazioni, ma una conseguenza delle regole che disciplinano i campionati organizzati dalla Lega Serie A.
Le norme lasciano spazio a elementi standard di una casacca: lo stemma societario, il marchio dello sponsor tecnico e quello dello sponsor ufficiale, oltre agli altri dettagli previsti. Il «1926-2026», per quanto ideato dal club per celebrare il centenario, non rientra tra quelli autorizzati. Per poter derogare serve un via libera specifico che non sempre, però, viene concesso. È accaduto nella scorsa stagione, quando la Fiorentina ha potuto affiancare al suo stemma le lettere «RBC», in memoria di Rocco Commisso, da gennaio fino al termine del campionato. La stessa deroga aveva riguardato la fascia da capitano dedicata a Davide Astori, utilizzata tra il 2018 e il 2021 con le iniziali «DA», il numero 13 e i colori dei quattro quartieri di Firenze. Il vincolo, tuttavia, riguarda solo le competizioni gestite dalla Lega e quindi la prima squadra e la Primavera di Andreazzoli (che al centro della maglia avrà un dettaglio altrettanto prestigioso come lo scudetto): il resto del mondo viola potrà continuare a portare il logo celebrativo del centenario sul petto (è il caso della prima squadra femminile e di tutte le formazioni del settore giovanile). Le maglie col simbolo del centenario resteranno in ogni caso disponibili all'acquisto (sia nella versione viola che in quella bianca) come erano state presentate lo scorso 6 luglio all'hotel St. Regis. Lo scrive La Nazione.