Quella di Fiorentina-Torino è stata senza dubbio una serata di festa, per una serie di ragioni… In primo luogo per il risultato, poiché di questi tempi tre punti contro una diretta concorrente non guastano mai, e successivamente per la prestazione della squadra di Pioli, propositiva ed in pieno controllo della gara nonostante il ritorno degli avversari.

Oltre agli aspetti collettivi appena citati, c’è anche un’individualità alla quale l’incrocio con la banda di Mihajlovia ha senza dubbio giovato. Il chiaro riferimento è a Giovanni Simeone che, contro il Torino, si è reso protagonista di una prova di tutto rispetto e certo non solo per il gran gol del 2-0. Cerchiamo – in tre punti – di riassumere la convincente partita del Cholito.

Lavoro di squadra. Si sbatte Simeone, tanto… E non certo da stasera. L’argentino è un attaccante duttile che svaria su tutto il fronte offensivo. Scalpita a destra ed a sinistra, quasi fosse un esterno anziché un centravanti, e si mette costantemente al servizio dei compagni. Attacca lo spazio in profondità, consente alla squadra di salire ed aggredisce in ripiegamento. Un lavoro prezioso, che non tutti gli attaccanti sono sempre disposti a svolgere.

Assist. Il numero 9 lavora tanto per favorire i compagni ed i suoi sforzi vengono premiati alla mezz’ora del primo tempo, quando proprio da un suo spunto nasce il gol di Benassi con il quale i viola si portano in vantaggio. Un tocco preciso e puntuale che testimonia tutte le qualità dell’attaccante di Pioli, sia per quanto riguarda il posizionamento in campo che le doti in fase di rifinizione.

Finalmente il gol. Alla notte da sogno del Chiolito manca solo una cosa, ossia l’appuntamento con la situazione che gli è più congeniale: il gol. Le prime avvisaglie di ciò che avverrà a metà ripresa si hanno quando Barreca si immola sul numero 9, riuscendo a sventare in extremis una potenziale occasione da gol. Poco male, perché pochi minuti più tardi Simeone si mette in proprio e, sfruttando il suggerimento di Benassi, scarica un destro potente e preciso che si insacca sotto la traversa senza lasciare scampo all’estremo difensore ospite.

Una prestazione di quantità e qualità, scandita da un assist decisivo e dalla prima rete messa a segno davanti al pubblico del Franchi, con la quale riprendersi sulle spalle l’attacco viola, senza dimenticare che Babacar (al secondo gol consecutivo) scalpita alle sue spalle, e mettere a tacere tutti coloro che avevano prematuramente iniziato a dubitare delle sue qualità.

Gianmarco Biagioni

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