Il futuro di Paulo Sousa sembra ormai definito, con un allontanamento da Firenze che sta divenendo sempre più concreto giorno dopo giorno. A dir il vero il tecnico portoghese ha forse pagato, in termini di disamore e contestazione, più di quanto egli abbia effettivamente meritato, pena una campagna acquisti al ribasso e prospettive non certo esaltanti, nemmeno per l’immediato futuro.

Da parte sua vi è stata senza dubbio una mancanza di entusiasmo e di volontà di buttare il cuore oltre l’ostacolo via via sempre più forte, accompagnata spesso e volentieri da un abbondante contorno di visi smunti e mugugni talvolta evitabili, specialmente nel mezzo di una stagione che, come da mio pronostico personale di inizio stagione, si è rivelata mediocre negli esiti sotto tutti i punti di vista

Mediocre per l’appunto, non disastrosa ma nemmeno molto buona. La classica stagione da fine ciclo, in cui si aspetta l’estate per ripartire con nuovi uomini e nuove energie. Già, ma su cosa si può contare per programmare il futuro con capacità?

Sicuramente non su cifre folli per gli acquisti. L’idea è quella di confermare pochi uomini fidati e di ripartire con un nuovo allenatore, ricostruendo molti dei settori messi a dura prova sul campo quest’anno. Va detto che i nomi in merito alla panchina non sono certo esaltanti, in primis quel Di Francesco spesso accomunato alla panchina viola negli ultimi mesi, nome che personalmente non mi pare in grado di rappresentare una grandissima soluzione.

Se la strada è quella, pure auspicabile, di un ringiovanimento di marca italiana della rosa, perché allora non puntare su Leonardo Semplici, un allenatore cresciuto in casa, oggetto di attenzioni anche grazie al reality di MTV “Calciatori-giovani speranze” ma soprattutto grazie alle stupende annate di Ferrara, in cui il nostro è stato capace di traghettare dalla Lega Pro ai primissimi posti della serie B la SPAL.

Perché non richiamare un allenatore giovane, entusiasta, in crescita ed affidargli i destini di una rosa altrettanto giovane, magari imbastita sul modello atalantino, pescando dal vivaio e dalla primavera? Visto che attualmente le prospettive viola non parlano certo di lotta per lo scudetto o per i primissimi posti, tanto vale dotarsi di un allenatore capace di trattare con giovani speranze e di lanciarle sul proscenio internazionale.

Un cammino che potrebbe rivelarsi entusiasmante, in cui gli errori dei giovani sarebbero pure più facili da digerire e tollerare proprio perché commessi dal fiore del futuro viola, quindi pure più facili da gestire per la società e per tutto l’ambiente, con la presenza di qualche chioccia per farli maturare, scegliendo tuttavia solamente da chi non solo ha dichiarato, ma ha dimostrato coi fatti di voler rimanere in viola, meritandoselo sul campo.

Cari Della Valle, fateci un pensierino. O magari pure qualcosa di più.

Alessandro Catto

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