La storia che voglio raccontarvi oggi va al di la delle contestazioni e le brutte  partite dell’ultimo periodo. E’ una storia d’amore lunga più di  30 anni , una storia talmente grande e  romantica  da attraversare tutto l’Oceano Pacifico fino ad arrivare a Santiago del Cile, città con poco più di 5 milioni di abitanti.

Paolo Mangini Barducci  è un ragazzo cileno di chiare origini italiane, con la particolarità di vivere proprio in Sudamerica  e tifare fino alla morte per la squadra del suo cuore: la Fiorentina. Ho parlato un po’ con lui, spinto dalla curiosità di sapere per quale motivo  un ragazzo dall’altra parte del mondo tifasse  proprio per  la prima squadra di Firenze, e le sue risposte sono state  così cariche d’amore e passione da  spingermi ad approfondire la sua storia.

Gino Barducci, nonno di Paolo, nacque a Firenze a metà 19’ secolo e nel 1900  tentò la sorte partendo per  Valparaiso,  la seconda città portuaria in Cile con 250 mila abitanti. Suo figlio Luigi, non che zio di Paolo, negli anni iniziò ad entrare nel mondo imprenditoriale vendendo cravatte in tutto il Cile. Per motivi di lavoro era costretto a fare  frequenti viaggi in Italia e quando passava da Firenze, era solito comprare qualsiasi regalo per suo nipote che avesse a che fare con la Fiorentina. “La prima maglia che mi regalò mio zio fu quella di Batistuta, una bellissima maglia bianca con la scritta “Nintendo” stampata sopra”. Da lì è nato l’amore viscerale per la Fiorentina e il sogno, un giorno, di poterla vedere proprio al Franchi.  “Sono così innamorato di Firenze e della Fiorentina che mia figlia l’ho chiamata Florentia” ha continuato Paolo pieno di orgoglio.

Solo una volta ha potuta assistere  dal vivo a una partita peró, quella contro l’Estudiantes de la Plata in Argentina, terminata proprio con una vittoria per i viola grazie a una rete segnata da Mario Gomez su rigore. E anche lì i chilometri percorsi non furono pochi, anzi. Più di 1500 chilemetri  macinati e  quasi 3 ore tra aereo e macchina.  “Ricordo con emozione quella partita” racconta Paolo “anche se ci fu un episodio che mi dette particolarmente fastidio. Andai dai giocatori e tutti si fecero una foto con me. Tutti tranne Marcos Alonso, che quando lo chiamai mi guardò male e andò via. Da allora sono un po’ arrabbiato con lui e sono felice che sia andato al Chelsea”

Su chi sia stato secondo lui il giocatore più forte della nostra storia mi ha risposto “Batistuta” senza nemmeno pensarci due volte, e ha aggiunto “Jovetic” che lo ha fatto divertire con le sue giocate per svariati anni.

Alla domanda  del perché non sia mai venuto a Firenze in tutti questi anni mi ha risposto: “Dovevo venire qualche tempo fa, ma mi sono fatto male al ginocchio e ho dovuto pagare  tanto per l’operazione. L’obiettivo è quello di risparmiare il più possibile per riuscire a vedere una partita della Fiorentina  a Firenze nel 2019”

E’ stata una bellissima chiacchierata con Paolo, piena di ricordi e emozioni. Una di quelle chiacchierate che a volte fanno riflettere se siano davvero importanti tutte le contestazioni e i battibecchi fra tifosi. Siamo fortunati a poter assistere tutte le settimane alla nostra squadra del cuore da vicino, forte o scarsa che sia. Per Paolo raggiungere Firenze è più che un sogno e spero con tutto il cuore che un giorno si realizzi.

Matteo Fabiani

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