Immobile: "Il fisico mi ha chiesto di fermarmi, meglio smettere col calcio se non posso essere chi voglio"
L'attaccante a 36 anni si ritira dal calcio
A 36 anni compiuti, Ciro Immobile congeda la propria carriera da calciatore. A seguito dell'anticipazione fornita nella giornata di ieri, l'attaccante originario di Torre Annunziata — insignito della Scarpa d'Oro con la Lazio nel 2020 e vincitore del titolo europeo con la Nazionale nel 2021 — ha pubblicato sui propri canali social un accorato messaggio di gratitudine e memorie.
«Concedetemi di chiudere gli occhi per un secondo – si legge nel testo di Immobile –. Non per isolarmi, ma per raccogliere i ricordi prima che sfumino nel passato. Il percorso giunge al termine, il pallone smette di rotolare. La solita espressione "appendere gli scarpini al chiodo" mi pare malinconica e severa. Preferisco adagiare le mie scarpe con cura, sopra un cuscino soffice. Mi hanno condotto esattamente dove desideravo arrivare».
Le tappe e l'esordio «Da bambino – aggiunge – desideravo emulare Del Piero, il mio punto di riferimento: con la Juventus ho debuttato prendendo proprio il suo posto, sia in campionato che in Champions League. Coincidenze, battezzate dal destino. Il debutto tra i professionisti è avvenuto con la maglia del Sorrento nella Coppa Italia di Serie C; ciò che è seguito è una sequenza ininterrotta di emozioni: Siena, Pescara, Grosseto, Genoa, due parentesi al Torino, Borussia Dortmund, Siviglia, Lazio, Beşiktaş, Bologna e Paris FC. Nuovi contesti, la medesima passione e tante prime esperienze. Un viaggio fatto di stadi, ma soprattutto di sentimenti».
L'omaggio ai tecnici e le ragioni del ritiro L'ex attaccante rivolge poi una menzione speciale alle guide tecniche affrontate negli anni: «Ognuno di loro mi ha lasciato un patrimonio inestimabile: Cioffi, Conte, Serena, Zeman, De Canio, Ventura, Klopp, Emery, Inzaghi, Sarri, van Bronckhorst, Italiano. Con Mancini ho toccato il cielo con un dito, laureandomi Campione d’Europa». Infine, motiva la scelta di ritirarsi a 36 anni: «Ho maturato questo passo per rispetto verso me stesso e per i tifosi. Non riesco più a garantire il rendimento di un tempo, quello del quattro volte capocannoniere di Serie A o del vincitore della Scarpa d'Oro: il corpo richiede un conto che devo saldare, perciò è saggio fermarsi qui. Lo faccio con gioia, circondato dai miei affetti più cari: mia moglie Jessica, i miei figli Michela, Giorgia, Mattia e Andrea, i miei genitori Antonio e Michela, mio fratello Luigi e i miei procuratori Alessandro Moggi e Marco Sommella. Un ringraziamento a chiunque ne abbia fatto parte. Non c'è spazio per la tristezza, perché la felicità è tanta. Ho realizzato un sogno bellissimo, dal primo all'ultimo istante».