Il 4-3-2-1 non è più un esperimento. Nazione: “Gudmundsson e Atta dietro Kean. Oulaï in regia”
Mastantuono potrebbe entrare a gara in corso
Il 4-3-2-1 , ormai, non è più un esperimento. È la traccia sulla quale Fabio Grosso ha costruito le ultime amichevoli estive e, salvo sorprese, sarà anche quella da cui ripartirà dopodomani contro il Benevento in Coppa Italia. Più che una questione di numeri, è una scelta di principi: tre centrocampisti per dare ordine alla manovra, due fantasisti tra le linee (in attesa di un paio di esterni veri dal mercato) e Moise Kean davanti, lì dove la Fiorentina ha bisogno di ritrovare soprattutto una cosa: i gol (appena 7 in cinque test tra luglio e agosto). Il centravanti è uno degli uomini più attesi al debutto.
L'ex Juve ha chiuso un precampionato senza acuti (eufemismo) con la voglia di trasformare in reti il lavoro delle ultime settimane e il sistema scelto da Grosso può esaltarne le caratteristiche. Con due uomini alle spalle, il nuovo numero 9 può avere più palloni da attaccare e meno necessità di venire incontro al gioco. L'idea è servirlo con maggiore continuità, sfruttandone la capacità di attaccare l'area. Dietro a Kean, il tema più intrigante riguarda Franco Mastantuono . L'argentino ha appena iniziato a lavorare con il gruppo e, per questo, l'ipotesi più probabile resta quella di un suo ingresso a gara in corso, con Gudmundsson favorito a partire dal 1'. Quando sarà chiamato in causa, però, il suo posto è già definito: uno dei due trequartisti al fianco di Atta.
Una soluzione che permetterebbe a Mastantuono di partire da una posizione centrale e poi cercare lo spazio dove far valere il suo mancino. Il resto dell'undici dovrebbe seguire le indicazioni emerse nella preparazione: Oulai è candidato alla regia al posto di Fagioli mentre in difesa resta aperto il duello tra Jimenez e Joao Mario. Sono le ultime prove generali in vista del debutto in campionato, fissato per il 24 agosto a Roma, ma il Benevento non consente distrazioni e la Coppa Italia può diventare una strada concreta verso un trofeo che a Firenze manca da 25 anni. Lo scrive La Nazione.