Gonçalves: "Non sono un leader, ma ho la mentalità vincente. Preferisco la posizione da numero 10"

Le parole del portoghese nella conferenza stampa di presentazione

16 settembre 2026 15:14
Gonçalves: "Non sono un leader, ma ho la mentalità vincente. Preferisco la posizione da numero 10" -
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All'indomani del con cui ha contribuito al passaggio del turno in Coppa Italia Frecciarossa, Pedro Gonçalves è stato presentato ufficialmente alla stampa e ai tifosi viola presso il Wind3 Media Center del Rocco B. Commisso Viola Park. Queste le sue parole:

Sulle condizioni fisiche: "Volevo ringraziare il presidente Commisso, sua madre Catherine e tutto il club. Mi sento bene e ho già parlato con mister Vanoli. Non posso dire una percentuale, ma sto bene. Sto acquisendo la forma e certamente avrò tempo per allenarmi nei prossimi giorni e raggiungere la miglior forma possibile per quando rientreremo dalla sosta".

Posizione in campo e gli ultimi mesi allo Sporting: "Per quello che ho visto e percepito, al mister piace giocare con il 4-3-3 e per questo le mie caratteristiche sono diverse da Njie e Gnonto. La mia posizione è quella di numero 10. In portogallo diremmo da centrocampista, da numero 8. La mia posizione è al centro del campo, tra le linee. Per quello che ho passato lo Sporting ringrazio molto questa società. Faccio parte della storia del club. Sono un giocatore con la mentalità vincente. Penso che la Fiorentina abbia un buon progetto, molto ben sviluppato. Non penso che vinceremo subito, ma nei prossimi 4 anni faremo buoni campionati e raggiungeremo bei risultati. Cercherò di fare del mio meglio per restare nella storia di questo club."

Impatto Serie A e sul soprannome Pote: "Mi hanno dato questo nomignolo quando ero piccolo. Ero un pochino più cicciottello, per cui un mio parente ha cominciato a chiamarmi Potinho. Quando sono cresciuto non mi stava più bene questo soprannome, poi hanno cominciato a chiamarmi Pote. Quindi mi è rimasto questo soprannome, ma adesso mi chiamano più Pedro Gonçalves e sono più contento se mi chiamassero per nome. La Serie A? È più tattica, adesso è più emozionante e ora ci sono più squadre che marcano a uomo. Ora cercherò di dare il mio meglio e cercare con la mia intelligenza e la mia tecnica per attirare qualche difensore per far inserire negli spazi i miei compagni. Il mister ha un'identità molto chiara e cercherò di seguirlo."

Sull'Arabia e la mancata convocazione al Mondiale: "Tutti i giocatori vogliono andare al Mondiale. La nazionale Portoghese ha molti buoni giocatori, è sempre difficile entrarci. Poi ovviamente ho sperato che il Portogallo vincesse. Rispetto le scelte. Per quanto riguarda l'Arabia: ho sempre parlato con il mio agente e gli ho detto che volevo una nuova avventura in Europa. Uno dei miei obiettivi principali era quello di giocare nei massimi campionati europei. Per questo sono molto contento di essere alla Fiorentina e sono onorato di essere qui nell'anno del centenario".

L'opportunità Fiorentina: "È arrivata quando il ds Paratici ha parlato con il mio agente e io ho aperto subito a questa possibilità. Mi piaceva l'idea di giocare in questo club, con molta storia, ci sono stati diversi giocatori portoghesi che hanno giocato qui come Rui Costa, Nuno Gomes. La città è molto appassionata, i tifosi sono appassionati. È un progetto che mi piace, vincente, che vuole creare un'identità per cercare di tornare ai vertici in Italia. Sono molto contento di essere qui."

Se si sente un leader: "La mia personalità non è quella di essere un leader, sono una persona con una mentalità più giovane. Non sono mai stato un leader vero e proprio, non ho questo profilo. Cercherò però di aiutare la squadra e trasmettere una mentalità vincente. Sono un giocatore a cui piace vincere e cercherò di trasmettere questa mentalità. Abbiamo cominciato con delle sconfitte e le sconfitte ci hanno fatto male. Dobbiamo cercare sempre i 3 punti, creare un gruppo ed essere sempre pronti alle prossime partite e fare il massimo".

Esterni: "Sì, ci parliamo tra di noi e soprattutto il mister parla molto con noi e cerca di aiutarci e capire ciò che ci piace. Abbiamo un gruppo in cui a tutti piace chiedere, ascoltare e sapere qualcosa in più. Abbiamo tanta qualità per fare bene, daremo il massimo e cercheremo di entrare in campo per vincere in tutte le partite".