Il racconto della Nazione sul momento del ritrovamento del corpo senza vita del capitano della Fiorentina Davide Astori. Ecco ciò che scrive il quotidiano:

“Dov’è Davide? Manca solo lui”. Davide era nella sua camera, da solo, morto nel sonno a trentuno anni, mentre i compagni della Fiorentina lo stavano aspettando a colazione. Un piano più sotto era tutto ancora sereno: nove e un quarto di mattina, tutti seduti meno Astori. «Paga la multa, il capitano paga la multa»: scherzavano i giocatori mentre uno dei magazzinieri è salito al piano superiore dell’Hotel ‘La di Moret’, dove la Fiorentina aveva trascorso la notte prima della partita contro l’Udinese. Solita routine prima di un match in trasferta. Strano però che Astori fosse in ritardo. Lui sempre il primo, così precisino, il leader che non aveva bisogno di alzare la voce e ti stendeva con il tono educato. Occhiate divertite fra i compagni: sai che divertimento prenderlo in giro per il ritardo a colazione.

Ma che silenzio nella camera 704. «Davide svegliati». Un colpo alla porta, due tre, quattro. Poi è stato tutto così rapido. Il magazziniere è risceso nella sala colazioni e la sua faccia ha cambiato il clima, ragazzi Davide non risponde, dobbiamo entrare in camera; Pioli si è rivolto subito alla reception, il personale dell’hotel ha aperto la porta con una chiave di servizio: Davide era nel suo letto, non avrebbe pagato nessuna multa. Se n’era andato con la morte dei buoni, quella che si dice non faccia soffrire, tre giorni dopo aver superato insieme a tutti i suoi compagni i severi esami di controllo previsti, per legge, ogni sei mesi. Cuore sotto sforzo, analisi del sangue: Davide era sanissimo, attento allo stile di vita per preservare il fisico e soprattutto la mente, anche per questo i compagni scherzavano con lui, il primo a rispettare ogni regola per farla accettare da tutti. «Dov’è Davide?». In qualsiasi posto si trovi, sarà un leader.

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