Come tanti di voi, seguo “Romanzo Calcistico”, una pagina Facebook molto ben gestita che mette in risalto il lato romantico del calcio appunto. Il lato che alla fine ci lega indissolubilmente a questo che dovrebbe essere un gioco, o uno sport… Ma che per molti di noi è molto più di una religione.

Guardo le immagini che hanno appena condiviso, quelle del Bologna Calcio, che omaggia una propria dipendente, la signora Angela, che ha lavorato nella lavanderia per ben 38 anni e che non si aspetta una festa come quella che le viene dedicata per il suo pensionamento.

Le immagini fanno venire le lacrime agli occhi e sono un perfetto veicolo di “appartenenza” in questo momento di difficoltà per il Bologna, in crisi di risultati da qualche settimana; con dirigenti, calciatori, collaboratori, tutti insieme a salutare la signora, a bere con lei, ad omaggiarla.

Penso che siano cose che fanno bene sia al cuore che alla mente e che ci sia voluto così poco per realizzarle.

Poi leggo le nostre notiziuole di giornata.
C’è un articolo dove un nostro steward si lamenta per le precarie condizioni alle quali deve sottostare per fare il suo lavoro. Oh, sia chiaro. Mica sempre, anzi. Qui si parla di un caso specifico.

Leggo che durante la gara contro il Borussia Moenchengladbach ha avuto paura, dice che i tedeschi erano tantissimi, che avevano parecchi fumogeni e che non si vedeva niente fin da prima dell’inizio della gara. L’articolo che ho letto era di “Firenzeviola.it”, buona norma citare sempre la fonte.

Avevano fatto un cordone di 15-20 unità comprese qualche ragazzina che sono stati facilmente spostati per poi arrivare a degli scontri con altri steward e con altri tifosi viola. Tutte cose che sappiamo, che abbiamo letto in mezzo ad un mare di delusione per quel risultato.

Lo steward probabilmente va oltre. E rivela il sistema di reclutamento. Rivela che a suo parere il loro lavoro è senza reali tutele, che la ACF Fiorentina è una delle poche società che si affida direttamente i propri steward senza passare dalle agenzie, che lavorano 6 ore a domenica per un voucher da € 37,50 nette, pagati a pacchetti di 5 partite per volta.

Insomma, qualche volta rischiano e per pochi spicci. Questo il succo.

Del resto non pretendo che la Fiorentina tratti i suoi steward come se fossero un dirigente nazionale della FIGC e penso che forse il ragazzo abbia anche un po’ ecceduto a rilasciare quella intervista. Però magari aveva poca esperienza ed ha avuto davvero paura. E in tanti lavori si rischia per due lire.

Magari una società lungimirante gli avrebbe fatto un richiamo per aver divulgato informazioni che dovrebbero quantomeno rimanere riservate. Poi magari avrebbe sfruttato la situazione a suo favore,  ringraziando per l’operato, garantendo una tutela maggiore, chiedendo maggior rispetto alle squadre che ospitiamo, chiedendo maggior rispetto dei propri tifosi alla UEFA, pubblicizzando comunque il fatto che la stessa UEFA ha fatto i complimenti alla Fiorentina per il comportamento degli steward e per la sicurezza in generale.

No, tranquilli. Niente di tutto questo. Una bella mail e via.
“Gli steward coinvolti nella pubblicazione dell’articolo verranno esclusi dal servizio”.

Cari amici steward, la prossima volta che vi viene voglia di dire qualcosa, cacatevi addosso.
È meglio.

Buona vita.

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