Gazzetta: “Pellegrino porta l’eredità di Kean con disinvoltura. Grosso oggi dovrebbe confermarlo dal 1’”
La Fiorentina è l’occasione che aspettava per dimostrare di poter essere più di una seconda linea
L'eredità di Moise Kean è uno zainetto pesante che Mateo Pellegrino porta con disinvoltura sulle spalle larghe, abituate a gestire ombre ingombranti. Il centravanti è figlio d’arte e fin dai primi calci al pallone ha dovuto convivere col confronto con papà Mauricio, ex difensore, che ha vinto tanto tra Spagna e Argentina, arrivando anche in nazionale. Mateo di mestiere fa l’attaccante, ama fare gol, soprattutto di testa - il pezzo forte del suo repertorio - e dopo due partite a secco spera di sbloccarsi oggi pomeriggio al Franchi, confidando nel supporto di un pubblico ansioso di festeggiare il primo punto in campionato.
Pellegrino è in vantaggio su Beto per una maglia da titolare: il portoghese è arrivato l’ultimo giorno di mercato e ha pochi allenamenti con la squadra, l’argentino invece è sbarcato a Firenze prima di Ferragosto e ha avuto tempo e modo per ambientarsi. Perciò Grosso dovrebbe confermarlo al centro del tridente, col connazionale Mastantuono a destra e l’ex granata Njie favorito per fare l’ala a sinistra. Un tridente vero, l’evoluzione del 4-3-2-1 che abbiamo visto nelle prime tre uscite ufficiali (Coppa Italia compresa), con la missione di produrre cross per Pellegrino.
La storia recente di Mateo insegna che il ragazzo ha un motore diesel e ci mette sempre un po’ a carburare. Un anno fa esultò per la prima volta alla quinta giornata, in casa proprio contro il Torino: doppietta come nel 2024-25, in totale 5 centri in 3 partite ai granata. Pellegrino ha fame perché a 24 anni si sente pronto per il salto di qualità, Parma è stata una palestra importante, una vetrina che gli permesso di farsi notare ed apprezzare, la Fiorentina è l’occasione che aspettava per dimostrare di poter essere più di una seconda linea di lusso. Mastantuono e Pellegrino parlano la stessa lingua, hanno legato subito e adesso proveranno a riprodurre l’affinità elettiva che c’è tra di loro anche sul campo. Lo scrive La Gazzetta dello Sport.