Fiorentina, una stagione nel limbo: tra l'addio ai sogni e una salvezza senza gioia
Il campionato 2025/2026 della Fiorentina si avvia alla conclusione lasciando in dote un retrogusto amaro, tipico delle annate nate sotto grandi auspici e terminate nell'anonimato della parte bassa della classifica.
Sebbene la matematica stia finalmente rassicurando l'ambiente sulla permanenza in categoria, il traguardo della salvezza raggiunta con qualche giornata d'anticipo non può essere celebrato come un successo. La stagione ha risentito pesantemente del cambio in panchina: Paolo Vanoli, subentrato a Stefano Pioli nel novembre 2025, ha dovuto gestire una situazione critica, frenata sia dallo stallo contrattuale con il suo predecessore, sia da una squadra in piena crisi d’identità. Queste difficoltà hanno impedito a Vanoli di imprimere la necessaria svolta, condannando il gruppo a una stagione priva di ambizioni. Il Franchi si ritrova così a vivere partite prive di reali obiettivi di classifica, testimoniando un campionato dove la mediocrità ha preso spesso il sopravvento sulla qualità tecnica.
Una crisi d'identità che pesa sui giudizi stagionali
Le difficoltà incontrate nel corso dei mesi non sono state figlie di una mancanza di impegno, quanto di una cronica incapacità di fare il salto di qualità nei momenti decisivi. La squadra ha mostrato sprazzi di buon gioco, specialmente grazie alla verve di Moise Kean o alle geometrie di Fagioli, ma i troppi pareggi e le sconfitte maturate contro le piccole hanno sotterrato ogni ambizione. In questo scenario di stallo, l'ambizione di competere con le grandi è svanita in fretta; basta guardare l'andamento delle proiezioni stagionali, dove le quote scommesse sulla Serie A hanno relegato i viola ai margini del calcio che conta sin dalle battute iniziali del campionato. Essere finiti così presto fuori dai giochi è il segnale più evidente di una stagione sprecata, dove il club si è ritrovato a lottare più contro i propri limiti che contro gli avversari di pari livello.
Ricostruire sulle macerie di un'annata anonima
Il rischio maggiore di chiudere un campionato in questa posizione di classifica è quello di farsi trascinare dall'apatia. Paolo Vanoli dovrà essere bravo, in queste ultime uscite, a motivare un gruppo che sembra aver già staccato la spina mentalmente, pur avendo l'obbligo professionale di onorare la maglia fino all'ultimo minuto. Molti dei giocatori arrivati con grandi aspettative dovranno dimostrare di meritare la riconferma, perché una piazza come Firenze non può accettare un altro anno di transizione passato a guardare dal basso i successi altrui. La sterilità offensiva e qualche amnesia difensiva di troppo sono i primi nodi che la società dovrà sciogliere in vista del prossimo mercato, cercando elementi che abbiano non solo tecnica, ma anche la personalità necessaria per reggere le pressioni di una piazza esigente.
La Fiorentina 2025/2026 si congeda dai propri tifosi con la consapevolezza di aver evitato il peggio, ma con il rimpianto di non aver mai saputo osare. La salvezza non può e non deve essere l'unico orizzonte per una società che dispone di strutture all'avanguardia e di una tifoseria passionale. Servirà una riflessione profonda durante l'estate per capire cosa non abbia funzionato nel binomio tra il tecnico e la rosa, con la speranza che il prossimo campionato possa riportare i colori viola a competere per traguardi più consoni alla propria storia, abbandonando finalmente le sabbie mobili della parte destra della classifica.