Era il 15 maggio 1999, la penultima giornata di campionato la capolista Lazio giocava sul campo della Fiorentina. I biancocelesti avevano 1 punto di vantaggio sul Milan di Zaccheroni che era impegnato in casa con l’Empoli. Per la squadra di Eriksson si mise subito male e dopo appena 15 minuti i viola passarono in vantaggio con Batistuta. La Lazio si buttò in avanti e i viola si buttarono in contropiede: ci furono occasioni da una parte e dall’altra. Al 27esimo arrivò il pareggio: punizione di Mihajlovic, testa di Vieri e Toldo che portò il match sul 1-1. Nella ripresa Eriksson mandò in campo Salas al posto di Lombardo. Al sesto minuto del secondo tempo arrivò l’episodio che potova svoltare la gara e chiudere il campionato: cross di Pancaro e Vieri colpisce di testa da pochi passi. Toldo era battuto ma la palla si stampò clamorosamente sulla traversa. In quello stesso istante arrivò la notizia che il Milan aveva raddoppiato contro l’Empoli e consolidato il sorpasso sulla Lazio. A Firenze i biancocelesti reclamarono un rigore su Salas ma l’arbitro Treossi disse no. Poco dopo fu la Fiorentina a sprecare l’occasione per vincere ma Rui Costa sbagliò un calcio di rigore. Per la Lazio cambiò poco perchè la partita terminò 1-1 e i biancocelesti persero la testa della classifica. L’ultima giornata non cambiò le cose e il Milan di Zaccheroni vinse lo scudetto al fotofinish. La Lazio si consolerà pochi giorni dopo vincendo l’ultima edizione della Coppa delle Coppe in finale contro il Maiorca. Il presidente della Lazio Cragnotti anni dopo racconterà: «Mi emoziono ancora oggi a ripensarci. Coronava un inizio di un grande cammino, ci stavamo facendo valere in campionato e in campo internazionale. Avevano quasi tutti pregustato il cammino di questa squadra. Mi emozionavano tutti i miei giocatori, era un organico che aveva una professionalità e una tecnica enorme e si è visto per quello che hanno fatto dopo. Quella squadra poteva vincere anche di più»

Fonte: Corriere.it