Nelle pagine di La Nazione troviamo delle parole di Benedetto Ferrara: “Ai tempi del primo Montella gli allenatori di tutta Europa andavano ai “campini” per studiare una evoluzione tecnico-tattica coraggiosa che stava illuminando il campionato italiano. Oggi il fenomeno si ripete, perché il Vanolismo, erede indiscusso del Piolismo, ha molto da insegnare in quanto a originalità. Giocatori fuori posizione, un centrocampo astratto nel quale l’unico che gira, Fagioli, è anche l’unico senza sostituti di ruolo, soglia di attenzione simile a quella di un bambino di tre anni davanti alla tv che trasmette un film esistenzialista polacco degli anni ’70. Tifosi senza parole che cantano senza accorgersene “Che fastidio”, la canzone di ” ditonellapiaga” in concorso al festival di Sanremo. Mai come in questa stagione il tifo si divide e discute.
Dopo le tre vittorie per qualcuno Vanoli avrebbe meritato la conferma anche per la prossima stagione. Dopo la figuraccia di giovedì al cantiere Franchi la maggioranza dei tifosi ha capito di essere condannata a trattenere il fiato e a giungere le mani in attesa della salvezza e poi magari chissà, di un trofeo che manca da un quarto di secolo. E per Vanoli non resta che un grazie di tutto e arrivederci. Tutta colpa sua? No di certo. Ma anche lui qualche responsabilità ce l’ha. E un bel corso sull’arte della demotivazione a Coverciano qualcuno forse glielo proporrà.
Magari come supplente dell’ultimo Pioli. La Fiorentina somiglia tanto alla povera Magnolia di piazza Beccaria, un lampo di colore luminoso circondato dal cemento dei cantieri. Intanto però la magnolia è salva, e questa potrebbe essere una dolce metafora e un augurio per la nostra Fiorentina. Dopo di che la figuraccia di giovedì tiene vive le fazioni: da una parte i cultori della Sofference League, dall’altra quelli del pensiamo a salvarci, il resto non conta. Il risultato della somma algebrica delle due teorie è: andiamo avanti, ma siamo riusciti a farvi soffrire ancora. Nessuno sa tenere duro come noi. Ok, prepariamoci a un altro viaggio in Polonia ma pensiamo a mettere punti in classifica, serve ossigeno, ne serve parecchio.
Comunque c’è chi si meraviglia del Franchi deserto in Coppa. Mah. La gente vuole bene al calcio, ma il calcio si fa gli affari suoi. Se uno ha preso il permesso al lavoro per il lunedì di campionato può avere problemi a rilanciare di giovedì. E poi: i fiorentini amano la loro squadra ma la loro squadra non sempre ricambia. A volte sì, spesso no, sempre forse, perché questa squadra un’identità ce l’ha: è inaffidabile. Dai forza, non molliamo. A volte la vita è piena di ostacoli: compri all’Ikea una maxi trave per montare la copertura dello stadio, scopri che hai sbagliato le misure e non trovi lo scontrino. Così sei costretto ad andare al cantiere del Ponte del Pino a vedere se trovi qualcosa che faccia al caso tuo. Una cosa è certa: i pensionati del Campo di Marte non si annoiano mai”.
