Ferrara: “Vanoli? Ha preso schiaffi poi ha vinto la sua battaglia. La Fiorentina non può essere mediocre”

“Paratici e l'intoccabile e astuto dg voleranno nel New Jersey”

24 maggio 2026 09:49
Ferrara: “Vanoli? Ha preso schiaffi poi ha vinto la sua battaglia. La Fiorentina non può essere mediocre” -
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Nelle pagine di La Nazione troviamo le parole di Benedetto Ferrara: “Beh, alla fine la contestazione è stata roba soft. E, diciamoci la verità, l'atteggiamento del tifo era l'unico motivo di interesse di una sfida che valeva solo in quanto fine di un supplizio. Vabbè. E' finita, e da tutto questo fango esistenziale l'unico a uscirne bene è il signor Paolo Vanoli, il solo a dannarsi l'anima per salvare dal tracollo un gruppo di improbabili. Non sappiamo quale sarà il suo futuro ma siamo certi del fatto che la missione gli abbia tolto il sonno, lo abbia immerso negli abissi di un mondo luccicante fuori ma sporco dentro. Sporco di gelosie, di superficialità, di invidie, di sgarbi, di presunzione e di vendette. E naturalmente non ci riferiamo a chi tutti i giorni si fa il mazzo per tenerlo vivo. Vanoli comunque ha sofferto, preso schiaffi, è caduto, si è rialzato e ha vinto la sua battaglia, quella che lui ha esageratamente definito un capolavoro ma comunque è giusto definire un'impresa. Vanoli era l'unico che ci credeva. Ha pagato qualche errore, ha combattuto, il tutto alle prese con una città innamorata della bellezza del piazzale Michelangelo e di una squadra che però rispondeva mostrando una cartolina del piazzale dell'Osmannoro, che avrà un suo perché ma non si può certo dire che sia la stessa cosa.

Insomma, bravo Vanoli, allenatore umano fino alle lacrime. Un rocker alle prese con una orchestrina di liscio di periferia. Questa la storia, adesso guardiamo avanti. Ma prima di spendere inutilmente nomi a caso sul prossimo uomo panchina (Vanoli è compreso nel gruppo) sarà bene avere in testa l'idea di ciò che si vuole fare di questa Fiorentina, soggetto smarrito del già povero calcio italiano. Questo compito spetterà a Fabio Paratici, diesse sicuramente bravo, furbo e molto ambizioso. Lui e l'intoccabile e astuto dg voleranno nel New Jersey per conoscere l'entità della paghetta. A casa della signora Catherine e del figlio Giuseppe B. i due parleranno di soldi, investimenti, euro che devono rientrare, euro che potranno uscire. Ma soprattutto discuteranno di ciò che si dovrà fare per ridare un senso a una squadra stordita e umiliata da troppa incompetenza.

Paratici avrà un'idea, quella che lui ha riassunto nel concetto di "dimensione internazionale", concetto un po' vago ma traducibile nell'idea di calcio europeo, cioè qualcosa che ridia entusiasmo ai tifosi e regali al popolo viola spettacolo, entusiasmo, originalità e quindi la riporti in breve tempo a lottare nelle zone della classifica che contano davvero. Il fatto è che i fiorentini, quando guardano coi brividi d'orgoglio addosso lo skyline della loro città, sanno che vivere nella bellezza non equivale a meritare uno scudetto. Ma su una cosa hanno le idee chiare: la Fiorentina non può essere una squadra banale, ovvia, mediocre. La Fiorentina deve essere unica come il suo skyline. La speranza è che al Viola Park lo abbiano capito”.