Cosí scrive Benedetto Ferrara su La Repubblica:

“Come sarebbe un mondiale senza Lionel Messi? Se lo chiedono gli argentini, ma si fanno questa domanda anche i padroni del calcio mondiale e i loro sponsor. Per non dire dei calciatori della Albiceleste, quelli che stanno preparandosi per la partita del tutto in una notte. Fra loro c’è anche German Pezzella, convocato da Sampaoli per vivere una storia decisiva oltre ogni limite. Ma come fa una nazionale che si permette di tenere Icardi e Dybala in panchina, a rischiare di saltare Russia 2018?

Stanotte lo sapremo: l’Albiceleste deve vincere a Quito contro l’Ecuador e poi deve sparare che gli altri risultati la spingano direttamente al Mondiale, altrimenti l’alternativa è uno spareggio non proibitivo con la Nuova Zelanda. Tutto questo in caso di vittoria, che però non sembra così facile per una squadra che, dopo uno zero a zero col Perù, è stata salvata all’ultimo tuffo dalla sconfitta della Colombia col Paraguay. Certo, L’Ecuador è fuori, ma lo stato mentale della squadra di Messi non è un granché, anche se l’obiettivo di evitare una umiliazione vale una buona motivazione. Pezzella col Perù non ha giocato, e quasi certamente partirà in panchina anche a Quito.

(…) Il flirt viola con l’Argentina è storia nota. Da Passarella a Bertoni, arrivando alla leggenda, con tanto di statua sotto la Fiesole, di Gabriel Omar Batistuta. C’era anche lui quando la nazionale sbancò in Equador nel ‘93, conquistando quella Copa America che al momento resta l’ultimo trofeo messo in bacheca dalla nazionale. Altre storie, altri personaggi, e forse anche un altro calcio. Oggi la Fiorentina ha con sé Simeone, ragazzo che vede in Bati un modello da inseguire. Lui nella nazionale maggiore non è mai stato convocato (ma ha giocato in U20), ma chissà, magari un giorno toccherà anche a lui, che ora pensa alla sua Fiorentina e alla sfida con l’Udinese. (…)

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