Ferrara: “Fiorentina, dal vanolismo alla rinascita di Fagioli. E Atta deve dimostrare il suo valore”
"Venti giorni senza la Fiorentina: ma come si fa?"
Benedetto Ferrara, sulle pagine de La Nazione, ha fatto il punto sui principali temi che tengono banco in casa Fiorentina durante questa lunga sosta del campionato.
«Queste ferie infinite del campionato generano problemi e ansie inimmaginabili al povero tifoso in astinenza. Venti giorni senza la Fiorentina: ma come si fa?». Ferrara sottolinea così la lunga attesa dei tifosi viola, che durante la pausa estiva potevano almeno contare sul calciomercato per alimentare discussioni e confronti. Ora, invece, il principale diversivo è rappresentato dalla Nations League: «Una via di mezzo tra gli Europei e un torneo dell’Uisp (massimo rispetto)».
La sosta, però, permette anche di concentrarsi sulle questioni più importanti della Fiorentina. «I temi sono quasi sempre i soliti. Ma tre settimane sono davvero tante», scrive Ferrara, individuando nel “vanolismo” uno dei principali argomenti di discussione: «Iniziamo dal vanolismo, dal sequel di un film del terrore diventato molto più accattivante. E non c’è bisogno di spiegare perché».
Il riferimento è al percorso di Paolo Vanoli, diventato sempre più centrale nel progetto viola: «Lo scaricato che diventa punto di riferimento di un progetto di rinascita a lungo termine». Un progetto che dovrebbe svilupparsi nell’arco dei quattro anni indicati da Paratici per riportare la Fiorentina a grandi livelli.
Poi c’è Nicolò Fagioli, protagonista di una vera e propria rinascita: «Da escluso a possibile leader. Il ragazzo è tornato a giocare come sa». A questo punto, però, emerge un interrogativo sulla sua possibile convivenza tattica con Oulai: «L’ex Juve potrà convivere con Oulai? In campo, intendiamo. Non parliamo di due studenti fuorisede».
Infine, Ferrara si sofferma su Atta, uno dei giocatori arrivati con maggiori aspettative: «Prima tutti convinti che fosse il colpo migliore e poi ecco che: boh, chissà, mah, vediamo». Il giudizio sulle qualità del centrocampista resta comunque positivo: «Il giocatore è forte, molto forte». Resta da capire quale possa essere la sua posizione ideale in campo e soprattutto se riuscirà a lasciarsi alle spalle i problemi fisici che lo hanno condizionato.
«Magari deve trovare il suo posto nel mondo (cioè in campo) e sicuramente risolvere qualche problemino fisico che si porta dietro da un po’. Non è un caso, quindi, ma solo uno che deve dimostrare il suo valore in maglia viola».