Antognoni: “Barone mi propose un ruolo denigratorio. Gliel’ho fatta pagare non andando al centenario”
Antognoni torna sulla sua assenza al centenario
Nella città di Trento è in corso il Festival dello Sport, edizione 2026. Al fianco di Luca Calamai (con cui ha scritto la sua autobiografia) e Mimmo Cugini, è tornato a parlare l'ex campione della Fiorentina e della Nazionale Italiana, Giancarlo Antognoni. Lo ha fatto a Palazzo Benvenuti, nel panel "Una vita da dieci" (come dal libro che racconta il suo percorso). Tra le varie cose (qui le dichiarazioni integrali) Antognoni si è soffermato anche sui vari presidenti viola incontrati durante la carriera fuori dal campo.
"Cecchi Gori è un passionale, tifoso della Fiorentina in primis. Un presidente importante, sono stato 10 anni con lui. Poi ci siamo divisi: a me andava bene Terim, lui scelse di cacciarlo. Ma oggi l'unica persona con cui parla sono io, gli altri amici che aveva intorno li ha allontanati, è un riconoscimento. Su Della Valle: pensavo mi prendesse in considerazione all'inizio, lo ha fatto quando è andato in difficoltà con la gente. L'ho capito, non sono un bischero, ma accettai di andare alla festa dei 90 anni, ad una condizione: che mi prendesse in considerazione come poi ha fatto. Su Commisso: ero già dentro, l'ho presentato io ai fiorentini. Sembrava una persona tranquilla e normale, poi ci sono state delle vicissitudini con il povero Barone. Poi non è che sia stato trattato molto bene, ma di certo non da Commisso".
Da lì nasce la frattura che ha portato alla tua assenza per la festa del Centenario. "Non è per i tifosi, loro non c'entrano e rimangono i numeri uno. Quando andai in scadenza di contratto andai in contrasto con Barone, mi proponeva un ruolo un po' denigratorio. Ero in prima squadra e mi proponeva un ruolo nel settore giovanile. Mi piace lavorare con i giovani, ma non accettai in quel momento. E mi ero ripromesso: questa gliela faccio pagare e al Centenario non ci vado. Il tifoso non deve mettersi contro di me perché è stata una scelta mia che avevo fatto cinque anni prima. La dignità non me la gioco con nessuno".