Un estratto del Corriere Fiorentino a firma Benedetto Ferrara

“Mentre l’intelligenza artificiale avanza nell’immaginario collettivo e nei laboratori universitari, mentre Marte ci sembra più vicino e l’idea che lassù esistano forme di vita (e forse anche Savio Nsereko) non sembra più così remota, c’è un mondo che vive ancora aggrappato al mitico fax, ciò che metà degli anni settanta, quando Antognoni ci faceva sognare e i Pink Floyd volare chissà dove, rappresentava una delle più brillanti evoluzioni della mente umana in fatto di comunicazioni. Allora si chiamava Telefax, ma un po’ per pigrizia un po’ perché anche il nomi si evolvono alla velocità della luce (o di Bolatti, dipende) è diventato per tutti il fax, cioè il modo più veloce per trasferire un documento da una parte all’altra del mondo attraverso una linea telefonica. Un compagno di vita per ogni segretaria o segretario che si rispetti. Certo, quel suonino che sta alla contemporaneità come una puntata di Spazio 1999 alla realtà virtuale è puro modernariato, ai tempi della posta elettronica certificata e di Whatsapp. C’era il famoso fax della banca colombiana, l’ultima improbabile speranza di Vittorione. Le battute si sprecarono, però il suonino non arrivò mai. E la Fiorentina sparì, laggiù. Intorno a un fax precipitò anche l’acquisto di El Hamdaoui, colpo abortito dal ritardo dell’ok da parte dell’Ajax. Era il 2012, era una Fiorentina triste che più triste non si può e il direttore sportivo Corvino convocò una conferenza stampa per autoassolversi e spiegare le ragioni della Fiorentina. Il fenomeno marocchino arrivò qualche mese dopo e nessuno se ne accorse, tanto che col senno di poi quel fax ci aveva voluto bene. Ma le sviste sulle comunicazioni fanno parte del gioco, anche se in queste ore sono tornate di moda anche a Firenze, per via della motivazione della sentenza del Tas di Losanna, quella che a fine luglio ha riammesso il Milan in Europa League. Cinquanta pagine per spiegare tanta benevolenza e una paginetta dedicata alla Fiorentina, giusto per dire che la società viola aveva chiesto di essere ammessa come società auditrice all’arbitrato ma la mail (il fax forse era fuori uso dai tempi di El Hamdaoui) con la richiesta non era stata presa in considerazione perché inviata con circa sei ore di ritardo. Il giorno era il nove luglio, il ricorso della Fiorentina fu bocciato il giorno dopo, la storia sappiamo come è finita: Milan perdonato in quanto l’arrivo del fondo Elliot ha fatto tutti contenti. Ai soldi si perdona tutto, la recente vicenda che ha coinvolto la Fifa e alcuni top club europei racconta quanto il fair play finanziario serva anche per fare i modo che nessuno possa insidiare i ricchi e potenti. Basta alzare uno steccato invalicabile. Fatto. E comunque i ricchi e potenti possono vivere più tranquilli degli altri. Così sembra. Le prima dichiarazione del presidente del Coni Malagò («La sanzione Uefa al Milan è un danno per tutti») dice molto. Certo, la Fiorentina non ci ha fatto un figurone, se non altro per aver sbagliato la tempistica. Ma non è che sia stato questo ritardo a impedire alla società dei Dv Bros. di giocarsi i preliminari in Europa league. Magari sarebbe stato interessante assistere alla discussione. Certo, l’Atalanta di sicuro ha dato più battaglia, mentre la Fiorentina ha scelto una linea morbida al grido sussurrato e risparmioso «non vogliamo speculare sulle disgrazie altrui». Vabbè, ormai è andata. Comunque un consiglio: tenete accesa la macchina infernale. La paleo tecnologia è strana, magari arriva il famoso fax dalla Colombia. Sarebbe divertente, no? Magari con quello ci compri un regista.”

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