Nel giorno del suo compleanno, l’ex giocatore della Fiorentina Antonio Di Gennaro ha parlato attraverso la pagina Facebook dell’associazione Glorie Viola. Queste le sue parole: “Ho indossato la casacca viola per dodici anni, otto nelle giovanili e quattro in prima squadra, ed è stato un sogno. Il sogno di un ragazzo nato e cresciuto a Firenze e che tifa per la Fiorentina. A nove anni mi dissero di tornare l’anno dopo perché ero troppo piccolo, poi in due/tre anni mi consolidai. Il mio esordio in Serie A? Esordire a diciotto anni con la maglia numero 10 del grande Antognoni è un’emozione unica. Purtroppo perdemmo la partita contro una Juventus fortissima, ma quella giornata ha un sapore dolce che mi porto dentro. Incompatibilità con Antognoni? È stata creata da altri, non certo da me o da lui. Lui è un mito per me. Non l’ho mai sentito un antagonista e anche in campo potevamo tranquillamente coesistere, io col numero 8 e lui con il 10. Anche fuori dal campo siamo amici, gli voglio bene e sono veramente felice che sia tornato all’interno della Fiorentina, nel posto che gli compete e che ha sempre sognato. Fiorentina di quest’anno? I viola stanno proseguendo il finale dello scorso campionato, con grande compattezza e spirito di gruppo. Credo che l’arma in più sia proprio questa armonia all’interno dello spogliatoio, questa energia positiva che i ragazzi e l’allenatore riescono a trasferire sul terreno di gioco. Se crescono Pjaca e Lafont ci potremmo divertire. Chiesa? L’episodio è stato enfatizzato troppo. Chiesa ha fatto uno strappo a centrocampo, un dribbling e poi si è predisposto magari per farsi fare fallo. È una furbata, ma non è simulazione, non è un cascatore. Anzi, mi sembra un ragazzo serio e con la testa sulle spalle, corretto e generoso. Il problema è un altro: il Var dev’essere usato bene, l’arbitro deve approfittare dell’opportunità che ha… invece troppo spesso si evita di vedere il replay e si sbaglia.
A Federico direi di stare tranquillo e sereno, di non pensare troppo a ciò che è accaduto”