CT Iran accusa: "Vogliamo essere trattati come gli altri, non abbiamo tempo neanche per allenarci"
Il selezionatore iraniano ha accusato l'organizzazione del Mondiale per come si comporta verso l'Iran
Era ampiamente prevedibile che il percorso dell'Iran ai Mondiali 2026 si sarebbe rivelato in salita, ma per il selezionatore Amir Ghalenoei la gestione della spedizione sta superando i limiti della correttezza. Il tecnico ha espresso un profondo malcontento per le pesanti pressioni mentali e i disagi organizzativi che stanno ostacolando la sua rosa, focalizzando le critiche sui caotici preparativi in vista del confronto con il Belgio sul campo di Los Angeles.
A far discutere sono soprattutto i tempi stringenti imposti alla delegazione iraniana nella metropoli californiana: "Ci serviva una giornata intera per pianificare la sfida nei minimi dettagli, invece abbiamo avuto a disposizione meno di sedici ore, una limitazione che ci ha imposto di tagliare a metà il programma di lavoro sul campo, creandoci enormi difficoltà", ha spiegato l'allenatore. Davanti a questi ostacoli, Ghalenoei ha cercato la solidarietà degli altri commissari tecnici presenti al torneo, esortandoli a esporsi pubblicamente contro le disparità organizzative subite dalla propria nazionale. Un invito che però è caduto nel vuoto, provocando l'amaro sfogo del mister: "Ho provato a sollecitare gli altri quarantasette colleghi, senza ricevere alcuna replica. Siamo sbarcati qui per giocare a pallone e non per fare politica, quindi le nostre lamentele sono puramente sportive e legate al modo in cui veniamo trattati. Non ho sentito nessuno e comprendo che ognuno debba pensare ai propri obiettivi, ma se avessi assistito a un simile boicottaggio ai danni di un'altra selezione, io avrei preso le difese dei miei colleghi".