Corriere Fiorentino su Commisso: “Tanti soldi spesi ma pochissimi obiettivi raggiunti. I tifosi criticano”
Prima si chiudono i conti con questa stagione maledetta e prima al Viola Park si potrà parlare di futuro
Stasera un po’ a sorpresa in tribuna all’Olimpico ci sarà Ryan Friedkin, figlio di Dan, insieme al fratello Corbin. Joseph Commisso e mamma Catherine saranno invece incollati alla tv dall’altra parte dell’Oceano. Roma-Fiorentina è anche il malinconico derby tra due proprietà americane che hanno molti punti in comune, soprattutto brillano per la loro lontananza dal centro dell’azione. Gestire il calcio così non è semplice e neanche produttivo. Sia i Friedkin sia i Commisso hanno speso una montagna di soldi, togliendosi pochissime soddisfazioni. Partiamo da loro, analizzando la partita che vale molto per entrambi i club: la Roma insegue faticosamente un posto in Champions, la Fiorentina è vicina al traguardo della salvezza ma ancora non l’ha raggiunto. Gli americani giallorossi sono in sella dall’estate 2020 e a fronte di un investimento complessivo superiore al miliardo di euro hanno messo in bacheca appena una Conference e hanno perso una finale di Europa League, soprattutto non sono mai riusciti a entrare nella Champions, il vero motivo per cui erano sbarcati nella capitale.
Commisso ha preso la Fiorentina un anno prima e ha raggiunto tre finali, due di Conference e una di Coppa Italia, senza riuscire a vincere un trofeo che manca da 25 anni. Roma e Firenze sono passionali e esigenti, innamorate ma ferocemente critiche, ultimamente anche molto amareggiate. I Friedkin hanno vissuto l’impegno nel calcio con algido distacco, soprattutto il gran capo Dan, che quest’anno si è visto nella capitale soltanto una volta. Delegare e poi tagliare, la filosofia. Così è passato da innamoramenti pieni di speranza a esoneri dolorosi. L’ultimo quello di Claudio Ranieri, vittima della guerra dei Roses con Gian Piero Gasperini, bravissimo allenatore con un carattere particolarmente spigoloso. Una vicenda che andava gestita in un altro modo. Per farlo però bisognava stare a Roma e capire le evoluzioni del rapporto tra i due prima che esplodesse. A Firenze la situazione era diversa sin che il vulcanico Rocco, appassionato e passionale, è stato bene. Ora Joseph si gode a distanza l’ultimo regalo del padre, Fabio Paratici, a cui è stata affidata la parte tecnica con la conferma di Alessandro Ferrari nel ruolo di d.g. A Firenze lo aspettano alla fine del campionato per sapere cosa ne sarà della Fiorentina dopo una stagione di lacrime e sangue. Il progetto è il punto centrale per ripartire.
Il resto verrà di conseguenza, a cominciare dall’allenatore. A Roma, Gasperini ha vinto la sua battaglia e resterà sulla panchina giallorossa anche se adesso lo aspetteranno al varco. Vanoli sta per vincere la sua, con la classifica, dopo aver tirato fuori dai guai una squadra che sembrava condannata alla serie B. Ma non è certo di rimanere. Le voci si moltiplicano, come i candidati: lui aspetta il confronto con Paratici che arriverà a stretto giro di posta, cercando di concentrarsi sulle ultime quattro sfide. Il calendario è in salita, ma finire bene una stagione sbagliata potrebbe aiutarlo. Certo, l’Olimpico romanista non ha mai portato troppa fortuna ai viola e l’emergenza in attacco, senza Kean e Piccoli, è un serio motivo di preoccupazione. L’ultima pragmatica Fiorentina, con sette risultati utili di fila, deve provarci. Prima si chiudono i conti con questa stagione maledetta e prima al Viola Park si potrà parlare di futuro. Lo scrive il Corriere Fiorentino.