Corriere Fiorentino rivela: “Summit tra Paratici, Ferrari e Commisso l’8 giugno a NY”
Il punto in cima all’ordine del giorno sarà quello del budget
«Incontro dei più alti responsabili della politica di due o più stati, riunitisi per risolvere problemi comuni o di carattere internazionale e, per estensione, anche dei massimi dirigenti o rappresentanti di organismi sindacali, industrie, e simili». In una parola: summit. E certo, non ci dovrebbe esser nulla di strano né di sorprendente in una riunione tra il presidente, il direttore generale e il direttore sportivo di una squadra di calcio. Eppure, parlando di Fiorentina, si tratta (quasi) di una prima volta assoluta.
Certo, in passato è capitato spessissimo che Rocco Commisso si incontrasse con i suoi dirigenti. Perché l’ex proprietario del club viola non perdeva occasione per star vicino alla sua «famiglia» e finché la salute gliel’ha permesso passava gran parte dell’anno al fianco dei suoi. Quel che è successo poi, si sa. La scomparsa, la scelta di affidare la sua poltrona al figlio Joseph, tornato in città in occasione dell’ultimo saluto al padre ma, da quel momento, più niente. Commisso jr infatti è rientrato negli Usa e da queste parti non si è più visto. Né lui, né (ovviamente) sua madre Catherine.
Per questo, il viaggio a New York di Alessandro Ferrari e Fabio Paratici (fissato per l’inizio di giugno, con tutta probabilità l’8) assume un valore particolare. Per diversi motivi. Il primo: il nuovo responsabile dell’area tecnica, contattato per la prima volta a dicembre e arrivato a Firenze alla fine del mercato di gennaio, non ha mai incontrato Joseph. Ha parlato al telefono con Rocco, e certamente non sono mancate le occasioni per scambiare impressioni col figlio, ma va da sé che il fatto di non aver mai avuto un faccia a faccia con la proprietà un po’ stona.
«Purtroppo il mio racconto su Commisso è parziale — ha raccontato lui stesso — l’ho conosciuto poco di persona e direttamente ma lo vivo ogni giorno tramite la famiglia e tramite chi lavora con me al Viola Park. Traspare il fatto che abbia trasmesso il senso di famiglia dentro il club, dove tutti dovevano essere trattati nello stesso modo indipendentemente dal livello e dal grado. Questo mi è chiarissimo dopo alcuni mesi alla Fiorentina».
Conoscere il presidente è quindi uno dei motivi del viaggio, ma non il più importante. In cima all’ordine del giorno infatti c’è una questione dalla quale passa gran parte della (ri)costruzione dei viola: il budget. Su quanti soldi potrà contare Paratici per il mercato? Un nodo cruciale, tenendo ben presenti un paio di elementi che non potranno che incidere: il grande passivo fatto registrare l’estate scorsa (circa -60 milioni) e il fatto che l’anno prossimo verranno a mancare gli introiti (non molti, ma preziosi) della Conference. Per questo è facile immaginare che tra gli obiettivi principali ci sia la riduzione del monte ingaggi ed è difficile, pur non dovendo rispettare i paletti del fair play finanziario, immaginarsi chissà quale immissione di denaro dalla proprietà. Anzi. E poi ancora, si discuterà della ristrutturazione della società (comunicazione e staff medico sono questioni per esempio che stanno particolarmente a cuore al direttore sportivo) così come il dg Ferrari — che ha sul tavolo anche la questione stadio da risolvere — ne approfitterà per ragguagliare Joseph e sua madre Catherine sugli ultimi sviluppi della questione stadio. Lo scrive il Corriere Fiorentino.