Corriere Fiorentino: “In società è stato apprezzato il lavoro di Vanoli, lui spera, ma Paratici vuole cambiare”
I Commisso da sempre premiano chi dimostra attaccamento e serietà
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Nel 2019, un mese prima che i Commisso comprassero la società, la Fiorentina si giocava la salvezza in casa contro il Genoa (sulla panchina rossoblu c’era Prandelli). Bastava un misero punticino per far evitare la B a entrambe e infatti finì con il più salomonico degli 0-0 tra i sonori fischi del Franchi, ormai impaziente di salutare la vecchia proprietà e tornare a sognare. Esattamente 7 anni dopo, lo scenario è identico: una salvezza da conquistare, il Genoa di fronte e il punto da prendere per scacciare le ultime nuvole di un’annata fallimentare. È il diabolico gioco dell’oca in viola, che frustra una città che non gioisce da una vita e che aumenta le responsabilità di chi deve segnare la strada da percorrere per tornare finalmente in alto.
Scelto Paratici in inverno, il prossimo passo sarà per forza di cose l’allenatore. In società è stato molto apprezzato il lavoro di Vanoli, ma un conto è avere la missione salvezza come stella polare, un altro è tornare a competere con le grandi. Anche perché nel frattempo la concorrenza è cresciuta parecchio.
Parisi, Fagioli e Ndour. Loro tre, prima di ogni altro, hanno mostrato progressi con Vanoli in panchina. E i motivi sono noti a tutti: Fagioli, in difficoltà a inizio stagione, è diventato punto di riferimento, Parisi, col passaggio al 4-3-3 si è ritagliato uno spazio impensabile e Ndour, pur ancora troppo timido, ha comunque segnato 6 gol. Basta tutto questo per la conferma? Forse no. La Fiorentina non ha un’identità precisa di gioco, ogni tanto comincia col pressing arrembante (come a Roma o Napoli) ma si perde quasi subito nelle sue insicurezze figlie dell’eterna incertezza della difesa e di un mercato sbagliato.
Gud è un corpo estraneo, Fagioli non sembra abbastanza coperto dalle mezzali e chi è arrivato a gennaio ha dato troppo poco. Va ripensata la squadra, forse con altre idee. Quasi sicuramente ripartendo da zero e sparigliando le carte. Paratici (che ha chiesto carta bianca) in estate dovrà cercare talento, giocatori che saltino l’uomo, di fantasia e allo stesso tempo dovrà trovare estimatori per gli esuberi. Dovrà fare un mercato sostenibile, che tenga insieme la necessità di una ripartenza convincente e quella finanziaria del club. Una sfida che parte come detto dalla scelta sull’allenatore. Il casting tra Grosso (anche Maresca), Iraola, Farioli e altri, fa pensare che si sia scelto di cambiare. Vanoli però spera ancora, anche perché i Commisso da sempre premiano chi dimostra attaccamento e serietà. Ancora un punto in classifica e sapremo. Lo riporta il Corriere Fiorentino.