Corriere dello Sport: "Paratici vuole tenere Vanoli alla Fiorentina. Apprezzato per il lavoro svolto"
Incontro-confronto che ci sarà tra Vanoli e la dirigenza su programmi, linee guida, esigenze da una parte e dall’altra parte
La salvezza, poi la panchina. È diventato una specie di mantra al Viola Park, perché la scelta dell’allenatore a cui affidare la squadra per la prossima stagione è sì una priorità che merita la massima attenzione, però la sicurezza della Serie A per affidare il rilancio della Fiorentina all’allenatore vecchio o nuovo che sia ha la precedenza assoluta e non è obiettivo fallibile. Quindi, se domenica salvezza sarà per mandare quest’annata definitivamente e finalmente in archivio, da lunedì via alle consultazioni sempre al Viola Park. Con idee già indirizzate e due nomi in cima alla lista che forse ne contiene altri o magari no: Paolo Vanoli e Fabio Grosso.
Non da oggi, nemmeno da ieri e vediamo domani. Ma da molto prima di ieri esiste forte la corrente dentro al club di confermare il tecnico varesino. Una corrente trasversale di stampo politico che abbraccia varie anime, direttore sportivo Paratici in testa che ha ovviamente peso specifico rilevante in questa scelta, con un mimino comune denominatore: il lavoro fatto da Vanoli è stato ed è considerato di ottimo livello, mettendo insieme dov’era la Fiorentina quando l’ha presa e com’era messa. E per nulla scontato. Una base solida, concreta, composta da tanti elementi favorevoli all’ex Torino nel segno della continuità: affidargli il gruppo dall’inizio, dopo averlo costruito insieme e dopo aver valutato potenzialità e traguardi. Però, un’idea per dare forma a un progetto non basta e infatti al Viola Park ne hanno un’altra che sta lì da settimane, e un po’ si allunga e un po’ si accorcia come un’ombra sullo stesso Vanoli: Grosso, of course.
Anche in questo caso, e sempre logicamente, Paratici non ne è estraneo e non per avere il nome di battesimo in comune, quanto perché Grosso lo conosce bene, molto bene, per averlo portato alla Juventus da calciatore e poi per avergli affidato la Primavera bianconera iniziandolo alla nuova carriera. E come certi amori, certe preferenze fanno giri immensi e poi ritornano, specialmente se a spingerle c’è un vissuto in panchina che ha riscosso e riscuote attenzioni: al Frosinone per un motivo e all’Olympique Lione per un altro, ma soprattutto al Sassuolo dove Grosso si è messo sul petto la medaglia della promozione (la seconda dopo quella ottenuta alla guida dei ciociari) dalla Serie B un anno fa e l'ha impreziosita con la brillante salvezza in A mai in discussione. Crescita e affermazione con contorno di buon calcio: che con guasta mai. E pure questa è una base solida e concreta per far prevalere l’idea della discontinuità tecnica.
Continuità Paolo Vanoli, discontinuità Fabio Grosso: l’elemento che prevarrà farà vincere la sfida a uno dei due e di sicuro in questi giorni le certezze sempre dentro al Viola Park sono diventate un po’ meno certezze, ma ancora non ce n’è una inscalfibile. Per arrivarci serve (anche) l’incontro-confronto che ci sarà tra Vanoli e la dirigenza su programmi, linee guida, esigenze da una parte e dall’altra, struttura e tutto quello che serve per far ripartire la Fiorentina. Grosso non ci sarà, ma ci sarà comunque: perché altrimenti tutto ciò toccherà a lui per un nuovo inizio. Lo scrive il Corriere dello Sport.