Corriere dello Sport: "Match point salvezza per la Fiorentina. Serve la concretezza degli ultimi mesi"
La certezza di restare in Serie A va ancora conquistata
Provaci, Fiorentina. Va bene i nove punti di vantaggio sulla Cremonese, va bene che mancano soltanto tre partite dopo questa alla fine del campionato, ma la certezza di rimanere in Serie A va ancora conquistata e la squadra viola non deve correre il rischio di infilarsi nei meandri tortuosi del calendario. E allora, nel segno della Capitale, tenterà di chiudere i conti già oggi per suggellare la rimonta: perché la Roma è l’avversario di stasera e perché la Lazio gioca a Cremona un paio d’ore prima della partita dell’Olimpico e potrebbe essere l’alleata ideale.
Che poi, lancio o non lancio da parte dei biancocelesti di Sarri, De Gea e compagni il compito se lo devono sbrigare da soli come hanno sempre fatto da gennaio in avanti, da quando cioè hanno cambiato identità, passo e classifica per dare forma alla rincorsa per certi versi clamorosa, considerando che la Fiorentina è a +9 dalla zona retrocessione a quattro gare dal termine. Ma adesso manca il più e il meglio, manca il sigillo sopra la parola salvezza per cancellare definitivamente i pensieri da incubo che per mesi sono stati sgraditi compagni di cielo sopra il Viola Park, mancano quei punti (ne potrebbe bastare uno già oggi) per togliere la parola quasi da tutti i discorsi insieme a quel retrogusto di dubbio che non fa stare tranquilli. Anche pensando che dopo la Roma, il succitato calendario proporrà Genoa e Atalanta al Franchi e Juventus a Torino. Insomma, meglio subito che presto. Tutti consapevoli che serve la miglior Fiorentina di quest’ultimo periodo da tredici punti in sette partite, e perfino qualcosa di più, per portare via un risultato positivo da casa-Roma: dove, viceversa, i pensieri sono di ben altro livello.
Serve la Fiorentina concreta che negli ultimi tre mesi (febbraio-marzo-aprile) ha perso una volta su undici in campionato, che ha conquistato tre vittorie e un pareggio nelle cinque trasferte che ci sono state lì dentro, che ha fatto sfoggio di concretezza e sano realismo subordinando l’apparenza alla sostanza nell’imperativo categorico di subordinare quelle e tutto il resto all’unica cosa che contava e conta: il raggiungimento della quota salvezza. Forse c’è già riuscita, e se dovesse essere così lo sapremo però solo a posteriori, forse potrebbe essere sufficiente un pareggio all’Olimpico come racconta un semplicissimo calcolo matematico applicato a Cremonese-Lazio, ma la verità vera è che le ipotesi e le supposizioni non hanno ragione d'essere. Men che mai i discorsi sul futuro, a cominciare da quello dell’allenatore di cui ormai si fa un gran parlare da settimane, troppo in anticipo sui tempi come se ci si fosse (colpevolmente) dimenticati che c’è un obiettivo da raggiungere. Un obiettivo che rasentava l’impossibile a metà della stagione, è bene ricordarlo, e chi lo nega mente sapendo di mentire. L’importante è che non lo abbiano fatto sempre dentro al Viola Park e non lo facciano fino al raggiungimento della certezza. Poi, sì che sarà il tempo di costruire una Fiorentina forte e competitiva. Lo riporta il Corriere dello Sport.