13 Giugno 2021 · 01:19
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CONTRADDIZIONI E VERITÀ NELLE PAROLE DI ANDREA DELLA VALLE. QUATTRO DOMANDE PER IL PATRON

Le parole di Andrea Della Valle nella giornata di ieri hanno smosso l’ambiente Fiorentina. Il patron ha parlato di tutto, dal mercato in entrata, agli obiettivi di stagione, fino alle cessioni, il rendimento e i cori dei tifosi contro la gestione attuale.

Facciamo una premessa importante, la fabbrica costruita ad Arquata da Andrea e Diego Della Valle, in un luogo colpito dal sisma, è un grande atto d’amore non solo verso il territorio e l’italia intera ma anche e sopratutto un gesto dal grande significato umano. Ce ne fossero di imprenditori come loro. Chapeau.

Detto questo, ora torniamo a parlare di calcio.

Della Valle sbaglia di grosso quando parla della contestazione nei confronti della proprietà perché non puoi scappare o essere offeso dai alcuni cori. Il calcio caro Andrea è così, è successo davvero a tutti, anche ai più vincenti. Figuriamoci a chi in 15 anni non ha mai vinto e nel momento più bello di tante stagioni ha sempre visto smontare una squadra ad un passo dal salto di qualità.

Brutto da dire, ma se i Della Valle vogliono continuare a stare nel calcio devono abituarsi a questo. Il calcio è così. Prendere o lasciare. Non c’è spazio per l’essere permalosi.

Prima domanda, ma davvero si pensa che una squadra che lo scorso anno è arrivata ottava, che ha venduto tutti i migliori e che quest’anno è decima in classifica possa avere una società non contestata da una parte del tifo? Tra l’altro dopo un abbandono a Firenze dei propri proprietari..

Andrea Della Valle ha un grande merito, quello di parlare sempre con il cuore, giusto o sbagliato che sia ciò che dice lo dice perché spinto da un sentimento di amore e di affetto. Lui ha avuto pochissimo spazio nella rivoluzione estiva, come confermato anche da quanto detto su Borja Valero il quale sarebbe rimasto a Firenze se in società non avessero deciso di mandarlo via.

Le sue parole sullo spagnolo sono sembrate quasi da spettatore, però lui sulla carta è il capo di tutto e dovrebbe incidere.

Seconda domanda, comanda davvero Andrea Della Valle nella Fiorentina?

Altro tema toccato dal patron è quello dell’autofinanziamento. Questa volta ha ragione quando dice che le big italiane vanno avanti per autofinanziamento. Magari il problema fosse quello. Il problema è reinvestire il denaro che si ricava e sopratutto come lo si reinveste. Se ti entrano 110 milioni, ne spendi 70 e sei decimo in classifica con una squadra che al massimo potrà ambire al settimo posto allora vuol dire che qualcosa non è andato, che va cambiato. Ma invece Corvino, che è il responsabile sportivo della società, ha avuto il contratto rinnovato. Qualcosa non torna.

Terza domanda, se l’autofinanziamento è la strada giusta come le altre big, ma la Fiorentina fa scelte sbagliate e non vola, perché non intervenire chi fa queste scelte?

Un merito che hanno avuto le sue parole sono quelle di aver dato finalmente un obiettivo a questa Fiorentina. “Europa League obiettivo minimo”. Finalmente!

Finalmente qualcuno che ha detto davvero quale obiettivo debba avere la squadra e la società, se no sembra che se si arriva ottavi sia tutto normale. Obiettivo minimo Europa League vuol dire che dal prossimo anno si dovrà lottare per la Champions. Speriamo sia vero.

Quarta domanda, se gli obiettivi sono questi, è davvero questa la strada giusta?

La società viola in vendita non lo è mai stata. Quel comunicato di giugno è solo stata una provocazione ai ricchi fiorentini che criticavano la proprietà.

Quattro domande a cui risponderanno i fatti, la voce del padrone fa sempre bene a tutti. Elemento fondamentale per mandare avanti il rapporto con i tifosi ed essere più sinceri e chiari nei loro confronti.

Chiusura sulla presenza dei Della Valle a Firenze. Se ci sono è meglio, ma il fatto di non esserci non è e non sarà un problema. È pieno in Europa e non solo di squadre in cui il patron si vede poco ma la squadra vince e fa il suo percorso lo stesso. I problemi, come visto, sono altri. Se domani Della Valle si facesse trovare in tribuna a Cagliari non cambierebbe di una virgola la situazione attuale di casa viola.

Flavio Ognissanti

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