Ad un mese e mezzo dal termine di una stagione, ormai priva di obiettivi concreti, il futuro della Fiorentina sembra un mastodontico punto interrogativo. Le parole e le righe spese parlando di programmazione, rivoluzione, rifondazione e chi più ne ha più ne metta si sprecano però, nei fatti, tutto resta debolmente, fiaccamente e pericolosamente immobile.

Tra l’obbligo di blindare i giovani migliori, la necessità di sciogliere a breve il nodo legato ai rinnovi ed il dovere di fare almeno un pò di chiarezza sul tema del nuovo stadio, l’agenda nelle stanze di viale Manfredo Fanti si fa sempre più fitta di impegni.

Meglio quindi affrontare una questione alla volta e la prima non può che essere quella relativa al nome del nuovo allenatore. Fra un’opzione scaduta, o che scadrà a breve, e tanti nomi che si rincorrono la cosa certa è che Paulo Sousa non sederà sulla panchina viola nella prossima stagione.

E allora mentre ci si affretta e ci si adopera nella ricerca, quasi disperata, di un candidato ideale sarebbe più che opportuno anche provare a guardarsi in casa, magari proprio dietro l’angolo, in uno di quelli angoli di Firenze dove ancora, indelebile nel tempo, si intravede un’espressione tanto poetica quanto nostalgica: “Cesare, Firenze ti ama di amore eterno”.

Cesare, appunto. Nato ad Orzinuovi, che ha giocato e vinto con la Juventus ma che a tutti gli effetti è diventato un fiorentino di adozione, che vive a Firenze ed inevitabilmente ama la Fiorentina.

Si, perché Cesare Prandelli è riuscito a riportare la (sua) Fiorentina in Europa nonostante una penalizzazione mostruosa, è stato l’ultimo allenatore a condurre la Viola in Champions League e, se qualcuno non avesse deciso in senso contrario, l’avrebbe condotta fino ad un insperato e sorprendente quarto di finale e poi chissà dove…

Cesare Prandelli che ha fatto grandi cose sia con i club, a Parma ed a Firenze in particolare, che con la nazionale, poiché sebbene il cammino europeo che nel 2012 si arrestò bruscamente solo contro la Spagna degli alieni sia stato tristemente eclissato dalla fallimentare spedizione brasiliana resta nei fatti uno dei migliori risultati recentemente conseguiti dall’Italia.

Cesare Prandelli che ha già dimostrato di essere un grande allenatore e che, nonostante i recenti passi falsi, ha ancora tanta voglia di campo, tante energie da spendere e tanta determinazione per rimettersi in gioco.

Cesare Prandelli che per quello che ha fatto, e sopratutto per tutto quello che può ancora fare, meriterebbe di nuovo una panchina importate. Forse proprio quella della Fiorentina, per riscattare sé stesso ed un ambiente nel quale ha amato ed è stato amato come mai prima di allora. Cesare, come una boccata d’aria fresca ora che l’aria, dalle parti di Firenze, sembra farsi sempre più irrespirabile…

Gianmarco Biagioni

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