La riforma della legge Melandri sui diritti tv voluta dal ministro Lotti entrerà nel Def (Documento Economia e Finanza del governo) già nella prossima settimana. Una svolta attesa e necessaria per il nostro calcio, che ha bisogno di spingere sull’acceleratore per modernizzarsi per offrire un prodotto più avvincente e spettacolare. Va perciò riequilibrato il differenziale, oggi enorme, che esiste tra squadre da zona Champions e tutte le altre.

Significa dare risorse maggiori ai club medio- piccoli. Ne consegue che la percentuale comune dovrebbe aumentare dal 40% di adesso al 50%. Sull’esempio di Premier e Liga. Anche il criterio con cui va calcolato il merito sportivo va rivisto.

Ha ancora senso far pesare la storia lontana piuttosto che quella recente? Un indicatore più utile dovrebbe essere l’ultimo campionato, che ora vale appena il 5%. Non solo: il bacino d’utenza e il numero dei tifosi appartenenti a ciascuna squadra sono attualmente definiti in modo anacronistico, quando gli ingressi allo stadio e i dati delle pay tv permettono di calcolare in modo più preciso il peso di un club. La strada del riequilibrio intrapresa da Lotti è obbligata. L’obiettivo è dare un valore maggiore alla serie A a dandosi a criteri più reali e oggettivi.

Corriere dello Sport

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