Bucciantini: "Vanoli merita la conferma, ha costruito un'identità e ha una media in linea con la gestione Commisso"

Il giornalista Marco Bucciantini crede nella possibile conferma di Paolo Vanoli come allenatore della Fiorentina nella prossima stagione

21 maggio 2026 21:56
Bucciantini: "Vanoli merita la conferma, ha costruito un'identità e ha una media in linea con la gestione Commisso" -
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Marco Bucciantini parla ai microfoni del Pentasport di Radio Bruno sulla delicata situazione della Fiorentina.
L’analisi parte dalla proprietà e dal viaggio negli Stati Uniti, considerato un passaggio cruciale per programmare il futuro del club.
Rocco Commisso era un autentico appassionato di calcio, mentre sul figlio Joseph ancora si sa poco sotto questo aspetto. Era prevedibile un viaggio immediato negli USA, anche perché da lunedì scatterà ufficialmente la nuova stagione. In questo momento bisogna capire quali siano le reali disponibilità economiche della società e quale direzione si voglia prendere”.

Secondo l’analisi, il confronto negli Stati Uniti non riguarderà inizialmente il tema allenatore, ma soprattutto la pianificazione tecnica e finanziaria. In primo piano c’è la situazione di Moise Kean, definito “il giocatore più pagato della rosa, ma con un rendimento insufficiente”, nodo centrale per la costruzione della futura squadra.

Sul fronte panchina, il giudizio su Paolo Vanoli resta positivo:
“Per me merita la conferma. Da quando ha cambiato qualcosa tatticamente, la Fiorentina ha mantenuto una media da 1,6 punti a partita, in linea con la dimensione attuale del club sotto la gestione Commisso. Se oggi si contesta una stagione chiusa magari al sesto posto e a pochi punti da squadre come Juve o Roma, è anche perché storicamente la piazza si aspetta sempre qualcosa di più”.

Viene inoltre sottolineato come diversi allenatori del recente passato abbiano ottenuto risultati inferiori rispetto a quelli di Vanoli.
Si può discutere dello stile di gioco, ma non si può attribuire tutto all’allenatore. La parola merito deve avere ancora un valore. Poi una società può anche scegliere di ripartire da zero, cancellando tutto ciò che è stato fatto, nel bene e nel male”.

Il viaggio americano potrebbe servire anche a ridefinire gli equilibri interni della società.
“Ci sono state tensioni e problemi organizzativi, non solo con Raffaele Palladino ma anche in precedenza. Quando le varie aree del club, staff medico, preparatori, area tecnica non sono allineate, inevitabilmente emergono difficoltà”.

Capitolo dirigenti:
Nell’anno del centenario avrebbe senso riportare dentro personaggi simbolici. Se si parla di storia viola, il primo nome è quello di Giancarlo Antognoni. Anche Giovanni Galli ha avuto un ruolo importante nella rinascita del club. Un annuncio del genere sarebbe accolto molto bene dall’ambiente”.

Tornando a Vanoli, viene evidenziata la capacità dell’allenatore di adattarsi alle difficoltà della stagione:
Non è un tecnico catalogabile semplicemente tra giochisti e risultatisti. Al Venezia FC proponeva un ottimo calcio, mentre al Torino FC era in piena corsa Champions prima dell’infortunio di Duván Zapata. Poi la squadra ha perso peso offensivo”.

Secondo questa lettura, anche la Fiorentina ha dovuto convivere con molte assenze e con una stagione complicata: “Per lunghi tratti è mancato Kean e in certe situazioni la priorità diventa fare punti. Col tempo Vanoli ha comunque costruito un’identità, scegliendo alcuni giocatori e sacrificandone altri, come Albert Gudmundsson”.

Infine uno sguardo al futuro tattico:
Ripartirei dal 4-3-3. Alcuni giocatori faccio fatica a immaginarli nel nuovo progetto, proprio come Gudmundsson. Gli acquisti di gennaio hanno inciso poco, eccezion fatta per Manor Solomon. Giovanni Fabbian è bravo negli inserimenti e nei meccanismi di squadra, ma probabilmente ha limiti tecnici che in una piazza come Firenze emergono maggiormente"