Bucciantini: "Pellegrino e Beto possono segnare 10 gol a testa. C'è maggiore qualità ma serve un'identità tattica"

Le parole di Marco Bucciantini giornalista e opinionista sul periodo buio della Fiorentina nuovamente in crisi di risultati

14 ottobre 2026 21:32
Bucciantini: "Pellegrino e Beto possono segnare 10 gol a testa. C'è maggiore qualità ma serve un'identità tattica" -
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Marco Bucciantini, giornalista e opinionista, è intervenuto ai microfoni di Radio Bruno per analizzare il momento della Fiorentina, soffermandosi sulle difficoltà della squadra viola, sui nuovi innesti e sulla necessità di trovare un’identità di gioco precisa.

"A seconda di chi gioca, bisogna trovare il modo giusto per servirlo. L'identità tattica va costruita. All'inizio c'è stata una certa debolezza mentale. Anche l'allenatore deve essere aiutato: non ho capito cosa sia successo nella prima fase con Grosso. Le tre sconfitte consecutive non si possono giustificare soltanto con i tanti cambiamenti. Contro Frosinone e Torino si potevano comunque conquistare. All'inizio la squadra era fragile e non si riusciva a intuire una direzione precisa. Con Vanoli, invece, l'idea è diventata più riconoscibile. L'ultima prestazione ci ha lasciato perplessi, ma si è vista la volontà di coinvolgere tutti, da Beto a Oulai, passando per Gnonto. La qualità è aumentata, ma trovare un assetto che permetta di schierare tutti senza esporre la difesa, garantendo allo stesso tempo fluidità e fisicità, è un'altra questione».

Sul Como:
"Con l’infortunio di Diao, probabilmente vedremo Addai contro la Fiorentina. Già nella scorsa stagione aveva segnato al Franchi. C'è qualche incoerenza e bisogna iniziare a costruire un progetto basato su un'identità precisa. Il Como si è rinforzato partendo da un progetto tecnico chiaro, che rende più semplice anche il mercato, pur avendo investito tanti soldi. La Fiorentina ha speso molto, ma serve tempo per amalgamare i giocatori. Tuttavia, è difficile capire come si possa assemblare un intero reparto acquistando tutti i giocatori nell'ultimo giorno di mercato".

Sullo scarso impiego di Gonçalves:
"Non riesco a capirlo. Bisogna trovare solidità e una quadratura con i giocatori disponibili, ma occorre arrivare anche ad Atta e Pedro, che possono garantire qualità".

Su Genoa-Fiorentina:
"Il Genoa è una squadra estremamente aggressiva e contro la Fiorentina è riuscito a concretizzare nei primi 20-30 minuti. I viola hanno subito gol a causa di errori individuali. Una volta esaurita la spinta iniziale dei rossoblù, è emersa la qualità della Fiorentina, ma non siamo riusciti a creare molte occasioni nitide".

Su Piccoli:
"È arrivato con il peso del prezzo del cartellino, in una stagione drammatica. Dava tutto, ma sembrava un giocatore che si applicava senza riuscire a incidere come avrebbe dovuto".

L'opinionista ha comunque lasciato aperta la possibilità di una crescita per gli attaccanti a disposizione.
"Se prendi Pellegrino al posto di Piccoli, migliori; se invece lo prendi al posto di Kean, il discorso cambia. Beto, a Udine, aveva mostrato di saper attaccare la profondità, anche se non è un giocatore semplice da coinvolgere nel gioco di sponda. Può comunque garantire maggiore profondità.Su Pellegrino e Beto possiamo lavorare: entrambi possono arrivare intorno ai dieci gol, ma dipende anche da ciò che costruisci intorno a loro. Pellegrino, per esempio, cerca anche il lavoro sporco per i compagni. Tra i giocatori d'attacco, l'unico titolare fisso è Mastantuono, ma è difficile costruire qualcosa attorno a lui. La Fiorentina dispone di qualità e margini di crescita, ma per trasformare il potenziale in risultati dovrà trovare maggiore coerenza nelle scelte, equilibrio tra i reparti e un'identità tattica riconoscibile."