Bucciantini: "Kean non è un campione, non ha la continuità giusta per esserlo"
Il giornalista è intervenuto per parlare di Fiorentina e di Kean
Intervenuto ai microfoni del Pentasport, Marco Bucciantini ha tracciato un’analisi lucida e priva di filtri sul momento della squadra, soffermandosi in particolare sulla gestione di Moise Kean e sul reale valore del campionato in corso.
Il giornalista ha esordito difendendo la necessità di concedere spazio e riposo all'attaccante, sottolineando come la sua utilità risieda più nella concretezza sotto porta che nella leadership carismatica: «Moise è reduce da un'annata molto complessa ed è stato corretto che si facesse da parte. Anche oggi credo sia saggio accordargli del tempo per ricaricarsi: non dobbiamo vederlo come il trascinatore carismatico o il perno dello spogliatoio che deve esserci a ogni costo. Ciò che conta è riaverlo al massimo della condizione atletica, perché sono le sue reti quelle di cui abbiamo realmente bisogno».
Il nodo cruciale del talento di Kean, secondo Bucciantini, resta però la cronica mancanza di equilibrio nel rendimento, unico vero ostacolo verso il salto di qualità definitivo: «Egli esprime il suo potenziale solo quando ogni tassello del mosaico è al posto giusto, un incastro che si è verificato raramente nel suo percorso. Gli manca quella costanza di rendimento che rappresenta l’ultimo gradino per diventare un fuoriclasse».
Infine, Bucciantini ha voluto riportare tutti con i piedi per terra riguardo ai risultati ottenuti in classifica. Pur riconoscendo l'ottimo impatto del nuovo allenatore, il giornalista ha invitato a non sovrastimare l'impresa: «Evitiamo di gridare al miracolo per aver mantenuto la categoria. Bisogna dare atto a Vanoli di aver ricostruito l'identità del gruppo, restituendo gioco e tempra agonistica; tuttavia, è innegabile che siamo stati favoriti da una competizione dal livello tecnico decisamente mediocre».