Bucchioni: "Nemmeno Vanoli sa fin dove può arrivare la Fiorentina, ci sono ancora dei dubbi"
Il giornalista ha parlato in avvicinamento a sabato contro il Genova
Nel corso del suo intervento al Pentasport su Radio Bruno, Enzo Bucchioni, direttore di Italia 7, ha analizzato le vicende principali in casa Fiorentina.
Sullo stato della squadra «I primi cinque turni di campionato hanno lasciato diversi dubbi, ma nell'ultimo periodo si sono intravisti miglioramenti, specialmente nella gara contro il Napoli. Qual è il reale valore di questo gruppo? Non lo ha ancora decifrato nemmeno Vanoli. Parliamo di una formazione in piena fase di allestimento, ricca di elementi di prospettiva ma tuttora da assemblare. Spesso si cita come termine di paragone la rosa del 2012 per via della rifondazione completa, tuttavia quel gruppo poteva contare su elementi ben più navigati, facilitando il compito di Montella. Quella attuale è una rosa affascinante, ma pecca di esperienza: potrebbe cogliere tutti di sorpresa, visto l'entusiasmo che i giovani tirano fuori nei grandi appuntamenti, ma resta un'incognita. Sarà necessario parecchio lavoro».
Sui singoli da recuperare «Atta è senza dubbio il profilo più atteso dopo l'ottima annata a Udine, anche se finora qualche intoppo fisico non gli ha permesso di esprimersi al meglio. È un elemento in grado di cambiare le sorti di un match. Non dobbiamo però scordarci di Goncalves, un giocatore che apprezzo enormemente: possiede tecnica, maturità e versatilità, e mi aspetto da lui un contributo importante visto che ha un buon feeling con il gol. Se devo esprimere un rammarico per queste tre settimane, mi sarebbe piaciuto vedere Fagioli e Oulai lavorare insieme al Viola Park; il centrocampista ivoriano ha ancora diversi meccanismi tattici da assimilare».
Su Tiago Gabriel «È un profilo che mi convince: abilità nell'impostazione e la giusta aggressività difensiva. Trattandosi di un giovane, ha grandi prospettive di crescita, ma alla retroguardia viola serve un punto di riferimento esperto e non so se lui possa già ricoprire questo ruolo. I marcatori puri non mancano, ciò che difetta è la personalità».