Bonucci sul CT: "Il mio preferito è Guardiola, cambierebbe tutto ed è quello di cui l'Italia ha bisogno"
L'ex giocatore ed ora assistente tecnico ha parlato di quello che potrebbe essere il prossimo tecnico
Leonardo Bonucci non usa giri di parole e, dal prestigioso palcoscenico dei Laureus World Sports Awards a Madrid, traccia la rotta per la rinascita del calcio italiano con riflessioni che spaziano dal sogno di una guida tecnica rivoluzionaria alla gestione dei giovani talenti. "Rispetto a quello che potrebbe essere l'allenatore della nazionale italiana, seguendo un po' i nomi che sono stati fatti, se veramente c'è voglia di ricominciare, partirei dalla possibilità accennata di avere Guardiola, perché significherebbe proprio dare un cambio netto a tutto quello che è stato il passato; penso sia molto difficile, però sognare in questo momento non costa nulla", ha dichiarato l’ex difensore, sottolineando come la scelta del nuovo CT debba rappresentare una vera rottura col passato.
L’assistente azzurro ha poi commentato con emozione l'elogio ricevuto da Ruud Gullit sulla solidità della storica coppia formata con Chiellini, pur precisando che, "al di là delle capacità nostre a livello di qualità tecnica, l'importante oggi, dopo questo fallimento del campionato mondiale, sia ricostruire dalle basi il calcio italiano".
Secondo Bonucci, la tradizione difensiva non deve essere un limite allo sviluppo dei nuovi talenti: "È vero che noi italiani siamo sempre partiti dalla difesa per costruire grandi squadre, ma sono altrettanto convinto che abbiamo dei grandi talenti nel calcio e bisogna avere il coraggio di farli esprimere".
In un confronto diretto tra generazioni, l'ex capitano ha sorpreso tutti affermando che "la nazionale di oggi, se la paragono a quella nostra che ha vinto gli Europei, in tecnica e talento è sicuramente maggiore; quello che manca è un pizzico di crescita a livello di leadership e di personalità perché nelle partite che pesano è quello che fa la differenza".
La fiducia nel futuro resta comunque solida grazie a un vivaio rigoglioso: "Abbiamo la fortuna di avere tanti giovani che stanno giocando a grandi livelli, da Donnarumma e Bastoni fino a Tonali, Calafiori, Pio Esposito e Scamacca; l'obiettivo deve essere quello di metterli nella migliore condizione psico-fisica possibile per permettere loro di esprimersi sempre al massimo".
Infine, Bonucci ha riservato una battuta sul futuro di Massimiliano Allegri, escludendolo di fatto dalla corsa azzurra per proiettarlo verso la Spagna: "Ce lo vedo bene come allenatore del Real Madrid, anche perché è molto simile ad Ancelotti nel modo di gestire, e se Ancelotti ha vinto, con Allegri ci sono buone chance".