Bocci: "Kean non vale più 65 milioni, ma se non vuole restare, è bene cambiare e cederlo"

Il giornalista si è espresso sul futuro dell'attaccante viola e della Nazionale

30 aprile 2026 20:34
Bocci: "Kean non vale più 65 milioni, ma se non vuole restare, è bene cambiare e cederlo" -
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Il futuro di Moise Kean resta uno dei temi più caldi in orbita Fiorentina. Sull’argomento è intervenuto Alessandro Bocci, firma de Il Corriere della Sera, che ai microfoni di Radio Bruno ha tracciato un perimetro netto sulla gestione dell'attaccante e sulle prossime mosse del club di Commisso.

Secondo il giornalista, la valutazione di Kean deve scontrarsi con la realtà del mercato. “La questione è delicata, forse la più complessa in casa viola”, ha esordito Bocci. “A essere onesti, dopo l'andamento di questa stagione, fatico a vedere un club pronto a sborsare 62 milioni di euro per lui. Il suo futuro dovrà nascere da un'intesa tra le sue ambizioni e i piani della società.”

Il punto di rottura rispetto al passato recente è la motivazione legata alla Nazionale: “L'anno scorso la sua permanenza a Firenze fu dettata dalla voglia di arrivare al Mondiale da protagonista. Ma oggi, con l'Italia fuori dai giochi, quella spinta non esiste più. La scelta estiva non sarà condizionata dal sogno azzurro.”

Bocci ha poi suggerito una linea d'azione alla dirigenza, sottolineando la necessità di non farsi trovare impreparati: “La società deve stabilire subito una soglia minima di vendita. Se fossi il direttore sportivo, non scenderei sotto i 35 milioni di euro. Ma soprattutto, fisserei una data limite: oltre un certo giorno, le offerte non andrebbero più neanche ascoltate. Non si può rischiare di perdere il centravanti a ridosso del campionato senza un piano B.”

Il nodo cruciale resta la sostituzione di un profilo che, nonostante le difficoltà, rimane il primo di alto livello dopo l'addio di Dusan Vlahovic. “Non so se sia facile trovare di meglio a cifre ragionevoli. Se Kean partisse, la Fiorentina avrebbe un tesoretto importante, ma tutto dipenderà dal progetto tecnico che la famiglia Commisso ha in mente per il futuro.”

In chiusura, Bocci ha lanciato un monito sulla gestione del gruppo, mettendo l'armonia davanti al valore tecnico dei singoli: “Molto dipenderà dal feeling con l'allenatore, che andrà assecondato. Non serve una rivoluzione totale, ma bisogna allontanare chi ha minato la serenità dello spogliatoio. Preferirei sacrificare un giocatore di grido pur di avere una squadra solida e compatta. Per vincere serve un ambiente unito, non individualismi.”