Questo un estratto dell’articolo di Domenico Marchese per Repubblica:

“Venerdì sera sarà il cuore di Bernardeschi a stringersi in uno sciame di emozioni tornando in quella che è stata per tanti anni la sua casa. I fischi, prevedibili e giustificabili nel cuore e nella mente di un tifoso, accoglieranno il ritorno del figliol prodigo, senza però il perdono con cui si fa leva l’episodio biblico. (…) Alla Juventus il fantasista ha saputo attendere il suo momento, scalpitando in silenzio e lavorando per provare ad avvicinarsi a chi lo precedeva nelle gerarchie di Allegri. Ha conquistato considerazione allenamento dopo allenamento, giorno dopo giorno, senza abbattersi durante le tante partite vissute dalla panchina, che amplificano la solitudine dei giovani talenti, ma senza pretendere alcunché quando la sua ora è scoccata.

Comments

comments