Beltran, che flop! Nazione: "Niente ritorno in Argentina, la sua priorità è dimostrare il suo valore in Europa"

La Fiorentina accetta oggi una minusvalenza finanziaria che certifica il fallimento dell'operazione

22 giugno 2026 09:41
Beltran, che flop! Nazione: "Niente ritorno in Argentina, la sua priorità è dimostrare il suo valore in Europa" - Firenze, Stadio Artemio Franchi, 16.03.2025, Fiorentina-Juventus, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
Firenze, Stadio Artemio Franchi, 16.03.2025, Fiorentina-Juventus, foto Lisa Guglielmi. Copyright Labaroviola.com
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Il futuro di Lucas Beltrán somiglia a un complesso rebus di mercato, sospeso tra il forte desiderio di riscatto personale e la necessità oggettiva di trovare una nuova sistemazione ideale, rifiutando l'ipotesi di un ritorno in Argentina al River Plate. Acquistato dai viola nell'estate del 2023 per circa 19 milioni (più bonus, mai veramente scattati, che avrebbero fatto arrivare la cifra a 25), il 'Vichingo' era sbarcato a Firenze con l'etichetta del predestinato, l'uomo chiamato a raccogliere la pesante eredità dei grandi bomber argentini idoli della Fiesole.

La realtà ha però raccontato tutta un'altra storia, fatta di equivoci tattici logoranti, pochissime occasioni reali e una progressiva perdita di fiducia, culminata poi nell'ultimo opaco prestito al Valencia. Ma cosa non ha funzionato nel viaggio europeo di Beltrán? Il peccato originale risiede in un dilemma tattico mai risolto, che ha finito per fagocitare il talento del ragazzo di Córdoba.

Arrivato in Italia come una prima punta moderna, mobile e letale negli ultimi metri, l'attaccante si è scontrato con sistemi di gioco rigidi che ne hanno progressivamente snaturato le doti innate.

A Firenze, nel calcio di posizione e ragionato di Vincenzo Italiano, l'argentino è stato allontanato dalla porta. Schierato come trequartista atipico o come seconda punta di raccordo per legare i reparti, Beltran ha speso gran parte delle proprie energie fisiche lontano dall'area di rigore. Allontanarlo dal cuore del gioco offensivo ha significato disinnescare la sua arma migliore: il killer instinct. Ai problemi di ruolo si è aggiunto il peso di una gestione tecnica priva di reale continuità. Senza una fiducia da parte dell'ambiente, le sue polveri sono rimaste bagnate troppo a lungo.

Le pochissime occasioni concesse dal 1', unite alla spietata concorrenza e all'urgenza immediata dei risultati, lo hanno relegato al ruolo di subentrante nei minuti finali, una condizione psicologicamente letale per chi ha bisogno di ritmo. La Fiorentina accetta oggi una minusvalenza finanziaria che certifica il fallimento dell'operazione, con il giocatore ora fermo nella sua posizione: niente ritorno in patria, la priorità è dimostrare il proprio valore in Europa. Lo scrive La Nazione.